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"Panama papers", Islanda: il premier chiede la dissoluzione del Parlamento

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"Panama papers", Islanda: il premier chiede la dissoluzione del Parlamento

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In Islanda il presidente non ha dato seguito alla richiesta di dissoluzione del Parlamento avanzata dal Primo Ministro. Lo scandalo dei Panama papers ha travolto il Premier che in Parlamento ha dichiarato che non vuole dimettersi e ha smentito di avere assets in paradisi fiscali.

“Ho detto al primo ministro che non sono pronto a sciogliere il Parlamento, almeno non senza aver prima parlato con il leader del Partito Indipendente e altri capi di partiti politici. Il primo ministro non è riuscito a convincermi. La conclusione del nostro incontro è che io non sono pronto a firmare per la dissoluzione del Parlamento”, ha spiegato Ragnar Grimssonm, Presidente dell’Islanda.

Secondo le informazioni trapelate, nel 2007 il premier Gunnlaugsson ha fondato insieme alla moglie una società alle Isole Vergini, la società Wintris, dove avrebbe nascosto milioni di dollari. L’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia contro di lui e la sua coalizione bipartitica.

“Le persone sono scese in strada per protestare contro il collasso etico che hanno costatato anche dopo aver visto in tv il premier non rispondere alle domande e abbandonare l’intervista. Chiedono non solo al primo ministro ma all’intero governo di andarsene,” ha detto Birgitta Jonsdottir, del Partito Pirata all’opposizione.

Il voto di sfiducia sarà discusso in Parlamento entro la settimana. I Panama papers hanno scatenato l’indignazione popolare. Diecimila persone il 4 aprile circa si sono riunite davanti al parlamento di Reykjavik per chiedere le dimissioni del Primo ministro.