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Migranti, quanti luoghi comuni! Ecco le risposte ai più frequenti

La crisi dei migranti ha scatenato polemiche in Europa e polarizzato le opinioni. La disputa principale è se si tratti in maggioranza di rifugiati

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Migranti, quanti luoghi comuni! Ecco le risposte ai più frequenti

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La crisi dei migranti ha scatenato polemiche in Europa e polarizzato le opinioni.
La disputa principale è se si tratti in maggioranza di rifugiati politiche che scappano dalle guerre oppure migranti “economici” in cerca di un miglior tenore di vita.
Ma ci sono anche tanti altri argomenti enfatizzati per influenzare l’opinione pubblica. Ecco alcuni dei più frequenti luoghi comuni ai quali abbiamo cercato di dare una risposta.

  1. Orban: sono in maggioranza migranti economici

    Sono in maggioranza migranti economici, non rifugiati

    E’ una delle opinioni più diffuse. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha detto che la stragrande maggioranza dei migranti non sono rifugiati, affermazione ripresa dal suo omologo slovacco Robert Fico.
    Amnesty International dice che dei 244.000
    arrivati sulle coste greche nel 2015, il 90 per cento proviene da Siria, Afghanistan e Iraq, Paesi i cui cittadini hanno chiaramente diritto di asilo.
    Iverna McGowan, portavoce di Amnesty per i rifugiati, dice:
    “E’ chiaro che si tratta di una crisi di rifugiati. Non c‘è alcuna prova che la maggioranza sia di migranti economici. Certo che ce ne sono anche di questo tipo ed è per questo che occorre una procedura seria per identificarli”.

  2. Farage: i migranti gettano i passaporti

    I migranti arrivano in Europa e dichiarano di essere siriani

    Nigel Farage, leader del partito britannico anti-immigrazione UKIP, ha affermato alla televisione Channel 4 News: “Ci sono prove che i migranti gettano i loro passaporti nel mare Mediterraneo e dichiarano di provenire dalla Siria.”

    McGowan di Amnesty International respinge questa affermazione.
    Ma Fabrice Leggeri, Capo dell’agenzia europea Frontex, sostiene che si sta sviluppando un mercato di falsi passaporti siriani, particolarmente in Turchia.

    Il quotidiano britannico The Guardian afferma che questo mercato è indirettamente favorito da Germania e Svezia che intendono accogliere coloro che fuggono da Paesi in guerra.

    Se il mercato esiste, non se ne conoscono le dimensioni. Frontex non ha dati certi sul numero di passaporti siriani falsi, ma conferma che diversi Paesi hanno sollevato il caso.

  3. L’Isil invia combattenti?

    L’Isil invia combattenti insieme ai migranti

    Il leader dell’Ukip leader Nigel Farage, parlando della possibilità che l’Isil abbia inviato migliaia di terroristi in Europa mischiati con rifugiati e migranti, ha detto a Channel 4 News: “Quando l’Isil dice che userà questo flusso di gente per invadere il continente con 5.000 o 500.000 attivisti, dobbiamo essere cauti nel modo di procedere con la politica d’asilo.”

    Ma Charlie Winter, un ricercatore sul jihadismo alla Quilliam Foundation, ha detto che non ci sono prove per questo e che l’Isil ha altre priorità.
    Ha aggiunto: “L’obiettivo dei dirigenti dello Stato islamico, al momento, è di mantenere il controllo dei territori conquistati in Iraq e Siria e assicurarsi di non perdere terreno a vantaggio delle numerose forze che li stanno combattendo. E’ chiaro che è nell’interesse dell’Isil terrorizzare l’Occidente con attacchi, ma questi non necessariamente debbono essere pianificati dai dirigenti dello Stato islamico”.

    Iverna McGowan di Amnesty International afferma: “ Non ci sono prove. Un numero significativo di coloro che fuggono dalla Siria stanno fuggendo dallo Stato islamico, da altri gruppi armati e naturalmente dal regime di Damasco.”

  4. Aleksandar Vučić

    La maggioranza dei richiedenti asilo viene in Europa per prendersi le indennità

    Il primo ministro serbo Aleksandar Vučić
    ha detto che le indennità pagate ai richiedendo asilo sono responsabili per l’afflusso di migranti.

    In Europa, i richiedenti asilo hanno diritto a un’indennità giornaliera mentre le loro domande d’asilo vengono prese in considerazione.
    Ogni richiedente asilo prende 88,50 euro in Germania; 85,87 euro in Francia; 56,50 euro in Svezia; 47,05 euro nel Regno Unito; 42,56 euros in Olanda; 27,89 euro per un massimo di 35 giorni in Italia; e 3.75 euro in Ungheria.
    Queste somme possono dunque avere un’influenza sulla decisione di venire in Europa?

    Cifre fornite da Eurostat per il periodo gennaio-marzo 2015 mostrano che la Germania ha avuto il maggior numero di richieste d’asilo (73.120); l’Ungheria 32.810; l’Italia 15.300; la Francia 14.775; la Svezia 11.415; il Regno Unito 7.330); i Paesi Bassi 2.,420.
    Stando alle cifre, non sembra dunque esserci una relazione diretta tra l’ammontare delle indennità e il Paese a cui si richiede asilo.

  5. Ungheria: paura di malattie?

    I migranti portano nuove malattie in Europa

    Molta attenzione è concentrata sull’Ungheria, che ha avuto 33 mila richieste d’asilo nel primo trimestre 2015, seconda solo alla Germania secondo dati Eurostat.

    In numerose immagini si vedono poliziotti ungheresi che indossano maschere protettive quando affrontano i migranti. Anche la giornalista licenziata dalla sua televisione perché tirava calci ai migranti aveva il volto coperto.

    Gregory Hartl, portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha detto a euronews: “Nonostante la percezione comune che ci sia una relazione tra migrazione e importazione di malattie infettive, non esiste un collegamento sistemico. La malattie trasmissibili sono essenzialmente associate alla povertà. I migranti sono esposti a malattie infettive che sono comuni in Europa, indipendentemente dal fenomeno migratorio. Il rischio di importare agenti come Ebola o Mers-Cov è estremamente basso. Quando accade, è dimostrato che riguardi viaggiatori, turisti e professionisti della sanità piuttosto che migranti.”