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Eurodeputati in Sicilia per far luce sul business dell'accoglienza ai migranti

Una delegazione del Parlamento europeo ha visitato i centri di accoglienza tra Catania e Ragusa tra il 22 e il 24 luglio per valutare l’utilizzo dei

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Eurodeputati in Sicilia per far luce sul business dell'accoglienza ai migranti

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Una delegazione del Parlamento europeo ha visitato i centri di accoglienza tra Catania e Ragusa tra il 22 e il 24 luglio per valutare l’utilizzo dei fondi europei per le politiche d’immigrazione, l’accoglienza e l’identificazione dei migranti.

Point of view

Facile gridare dalla tv che il problema sono gli immigrati, quando il problema reale è invece il grappolo di interessi che creano i nostri spregiudicati concittadini sulle disgrazie dei migranti

18 eurodeputati (tra cui gli italiani Marco Zanni, Marco Valli, Laura Ferrara, e Ignazio Corrao dei Cinque stelle, Cecile Kyenge del Pd, Giovanni La Via, Ndc) in rappresentanza di diversi paesi e diversi schieramente politici hanno incontrato i prefetti di Catania, Agrigento e Ragusa e funzionari di governo responsabili della spesa dei fondi europei per la migrazione. In programma anche incontri con rappresentanti di Frontex, Triton e Europol.

La delegazione ha visitato il centro di prima accoglienza di Pozzallo e il Cara di Mineo, al centro di indagini su casi di nepotismo.

Ignazio Corrao, dei Cinque stelle, è l’europarlamentare che si sta occupando della scrittura del report di iniziativa sull’utilizzo dei fondi nella Commissione libertà civili del Parlamento europeo. “Il recentissimo caso di parentopoli con le pressioni della politica locale su assunzioni al Cara di Mineo – spiega Corrao- sono l’ennesima dimostrazione, più volte denunciata anche dagli organi di stampa locali, di come il sistema dell’accoglienza in Italia sia un business per la politica ed i faccendieri che vi ruotano attorno.

Questa missione, servirà a mettere nero su bianco la necessità di un controllo diretto da parte della Commissione Europea che sin ora ha delegato le autonomie regionali a dei controlli di massima che come si capisce chiaramente, si sono rilevati assolutamente fallimentari” – ha concluso.

Secondo un conteggio approssimativo dei deputati europei “l’Italia spende per l’accoglienza circa un miliardo di euro all’anno, e riceve circa 100 milioni di fondi europei- ha dichiarato Corrao ma il problema non è la quantità ma è di fare chiarezza sulla gestione. Non vogliamo che in centri come Mineo che dovrebbero contenere 2000, ne siano ospitate 4000.”

Giovanni La Via, del Ndc, ha invece criticato “il grande egoismo dell’Europa” incapace di trovare un accordo sulla ridistrubuizione dei migranti richiedenti asilo sbarcati in Italia. Saranno ri-distribuite solo 32000 persone sulle 40.000 della proposta della Commissione. “L’Italia ne ha accolto da sola oltre 35000, l’Europa si dovrebbe mettere una mano sulla coscienza. Non possiamo continuare a considerare l’Italia come frontiera dell’Europa, senza che l’Europa si consideri frontiera del Mediterraneo”