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La Freedom Flotilla di nuovo in rotta verso Gaza. Le immagini a bordo dell'inviato di euronews

Cosa sta accadendo Una flotta di numerose imbarcazioni si dirigerà verso le coste di Gaza, nel tentativo di forzare il blocco navale imposto da

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La Freedom Flotilla di nuovo in rotta verso Gaza. Le immagini a bordo dell'inviato di euronews

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Cosa sta accadendo


Una flotta di numerose imbarcazioni si dirigerà verso le coste di Gaza, nel tentativo di forzare il blocco navale imposto da Israele. I partecipanti alla Freedom Flotilla Coalition, partiti da diversi paesi, si sono dati appuntamento in un porto del Mediterraneo, per poi navigare insieme verso Gaza.

Cosa vogliono

A bordo delle imbarcazioni ci sono pannelli solari e attrezzature medicali. I promotori sottolineano la loro intenzione di fornire agli abitanti di Gaza, che da anni vivono in un enorme prigione a cielo aperto, un mezzo di produzione di energia, dopo che i bombardamenti israeliani hanno ditrutto quasi tutte le infrastrutture esistenti. Anche se la missione dovesse fallire, secondo i promotori lo stesso permetterà all’opinione pubblica mondiale di conoscere lo stato del conflitto in Palestina.

Il contesto

L’embargo israeliano su Gaza dura da otto anni. La stessa Freedom Flotilla Coalition nel 2010 compì un altro tentativo di rompere il blocco israeliano su Gaza. Le forze di sicurezza di Israele intervennero per impedirlo, uccidendo dieci attivisti e ferendone 28. Anche cinque soldati di Tsahal rimasero feriti. Nel luglio del 2011 un nuovo tentativo di raggiungere Gaza via mare: le navi partirono da porti di Grecia e Turchia, venendo intercettate dagli israeliani già in acque internazionali, prima ancora di potersi avvicinare alla loro meta. Freedom Flotilla Coalition intende anche riammodernare un peschereccio per tentare di forzare il blocco dall’interno. L’imbarcazione è stata quasi distrutta dai bombardamenti di Tsahal l’anno scorso.

Chi è coinvolto nella vicenda

La personalità più eminente a sostegno della missione internazionale è l’ex presidente tunisino Moncef Marzouki. Ma il gruppo conta sul sostegno di numerosi esponenti politici, uomini dello sport e dello spettacolo di diversi paesi. Tra di loro anche la suora spagnola Teresa Forcades

Come si vive a bordo

L’inviato di euronews, Aissa Boukanoun ha trascorso tre giorni a bordo della Marianna di Gothenberg, salpata dalla Svezia e diretta a Gaza.

Cosa chiedono

Gli attivisti a bordo chiariscono che lo scopo della loro missione è soltanto umanitario. “Non lavoriamo per conto di nessuna leadership politica, per nessun gruppo. Siamo semplicemente impegnati in una azione nonviolenta a favore del popolo palestinese e dei diritti umani. Questa volta arriveremo a Gaza”, spiega Joel Opperdoes, 32 anni, capitano svedese della nave.

Ron Prosor, ambasciatore di Tel Aviv alle Nazioni Unite parla della missione come di una provocazione e sottolinea che il suo paese farà di tutto per impedirla.

Hellen Huttu Hanson, una attivista svedese, si dice consapevole del rischio scontrarsi con le forze armate israeliane, ma è un rischio che si dice pronta a correre. “I palestinesi di Gaza rischiano la loro vita ogni giorno. Se vogliamo essere davvero solidali dobbiamo assumerci delle responsabilità anche noi, correre dei rischi. Perché non dovremmo farlo?”

Video : Robert Lovelace – Why I am going to Gaza with Freedom Flotilla III

Posted by CANADIAN Boat to Gaza on Thursday, 11 June 2015

Il peschereccio Marianna di Gotheberg ha solo 13 membri d’equipaggio, ed è stato acquistato grazie alle donazioni di Ong svedesi e norvegesi. I membri dell’equipaggio sono volontari, e per loro il viaggio non è privo di sorprese. Formati a saper gestire situazioni difficili, nel caso di incontri ravvicinati con le forze armate israeliane. Chiunque monti a bordo riceve delle consegne di comportamento tra cui viene chiesto: di rispettare gli ordini delle forze di sicurezza, ma di non firmare niente che non si sia potuto leggere, di non dare altre generalità oltre al proprio nome e cognome, di non fare dichiarazioni di tipo politico durante la missione, di evitare di dare sostegno a una specifico gruppo o parte politica.

La vita di bordo è uguale per tutti. Attivisti e giornalisti si svegliano alle 7:30 e partecipano alle attività decise dal capitano. A ogni porto la Marianna trova sostenitori e militanti ad attenderla.