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Qatar ammette errori su trattamento lavoratori immigrati

250.000 lavoratori immigrati avranno diritto a 7 campus nuovi fiammanti. Così il Qatar cerca di dare una mano di pittura fresca sui muri ingialliti

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Qatar ammette errori su trattamento lavoratori immigrati

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250.000 lavoratori immigrati avranno diritto a 7 campus nuovi fiammanti. Così il Qatar cerca di dare una mano di pittura fresca sui muri ingialliti del trattamento riservato agli operai impegnati nei cantieri per la Coppa del Mondo 2022. Lavoratori tenuti spesso in condizioni di moderno schiavismo. Ora Doha ammette gli errori.

“È un problema importante, il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali” assicura il Ministro Abdullah Saleh Mubarak al-Khulaifi “lo sta affrontando qui in Qatar. L’evelato numero di lavoratori stranieri, i lavoratori ospite come li chiamiamo, e il nostro ritardo nel dare un’adeguata sistemazione a queste persone, credo sia stato un errore al quale stiamo cercando di porre rimedio”.

Ma sebbene la costruzione di nuovi alloggi sia un passo in avanti, il punto critico per il Qatar resta il cosiddetto ‘kafala’, il sistema che rende il lavoratore praticamente schiavo del suo datore, il quale detiene il passaporto dell’impiegato, che resta bloccato nel Paese. Minky Worden di Human Rights Watch:

“La condizione dei lavoratori immigrati in Qatar non sono affatto buone. Ci sono degli abusi sul sistema del visto d’uscita che di fatto legano il lavoratore al suo datore e se il datore li sfrutta allora sono nei guai, non possono lasciare il Paese e non possono chiedere lavoro altrove”.

Numerosi lavoratori immigrati denunciano di essere stati truffati, con promesse di salario di circa 900 euro, salvo ritrovarsi come appena 250 euro in tasca ogni mese.