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Europei ancora con il cappotto

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Europei ancora con il cappotto

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Il mese di maggio assomiglia di più al mese di ottobre quest’anno in Europa Occidentale. Sulle Alpi ha nevicato come non accadeva da dieci anni a questa parte. Sul Colle del Piccolo San Bernardo, lato francese, gli spazzaneve da un mese provano a sgomberare la strada. “Ci sono otto metri, sei metri, quattro metri. E’ così lungo tutto il percorso”, spiega uno di loro.

Sulla Serra da Estrela, in Portogallo, il fenomeno della neve di maggio non è sconosciuto, ma l’ultimo precedente risale a otto anni fa.
“E’ molto strano”, dice una turista inglese. “L’intera Europa ha avuto un inverno molto lungo, io però non mi aspettavo la neve sulla Serra da Estrela a maggio”

A Burgos, in Spagna, la temperatura è scesa addirittura a tre gradi. In Francia è di 4 – 5 gradi al di sotto della media stagionale, quindi c‘è chi si rifornisce ancora di olio combustibile per il riscaldamento. Una spesa molto consistente, si possono pagare 445 euro.

Il consumo di elettricità è in aumento del 5 – 10 per cento, così come quello del legname e del pellet. “Per il pellet è come con l’olio combustibile. Molte persone vengono a comprare per affrontare la fine dell’inverno”, dice il gestore di un’impresa di pellet. “Poi, contrariamente ad altri anni, riceviamo richieste di installazione di camini”.

E’ una primavera anche molto umida, tra le più umide degli ultimi 30 – 40 anni. Il maltempo è frequente, le inondazioni hanno provocato molti danni, come a Erfurt, in Germania, dove sono precipitati più di 46 litri di acqua piovana per metro quadrato, il 18 maggio, il record del 2013.

A Vicenza si è temuto lo straripamento del fiume Bacchiglione, il 17 maggio. Le forti piogge hanno sommerso del tutto le risaie della regione. “Da una valutazione che possiamo fare adesso su due piedi è almeno il 30 per cento è andato via”, dice un agricoltore. Può aumentare se la situazione persiste. Perché molti produttori non sono ancora riusciti a entrare nei terreni per seminare”.

Una situazione preoccupante anche per i commercianti: i negozi sono vuoti. Con il freddo e la pioggia, è ancora presto per comprare sandali o per andare a bere qualcosa all’aperto. E questo fa pensare, e se quest’anno scomparirà anche l’estate?

Per trovare una situazione simile, con neve e temperature tanto rigide ad appena una settimana da giugno, bisogna andare indietro di 30 anni. Euronews ha chiesto il perché di questo sconvolgimento climatico all’istituto Reale metereologico del Belgio.

“Purtroppo siamo stati investiti da correnti fredde, la causa è l’alta pressione provocata da un anticiclone nel centro dell’Atlantico che canalizza le depressioni che arrivano dall’Islanda direttamente verso l’Europa occidentale – spiega il meteorologo Jean-Marc Linden – Sono correnti fredde instabili e perturbate, ecco perché abbiamo temperature inferiori alla media stagionale. Rischiamo di avere un calo di10 gradi rispetto al normale entro la fine del mese”.

“L’aria fredda dei poli viene spinta verso il Benelux, la Francia e l’Inghilterra – aggiunge il responsabile dell’Istituto belga – Una parte di questa aria fredda si è staccata. È un fenomeno che chiamiamo ‘goccia fredda’”.

“Bisogna sapere che se fa freddo in Europa occidentale, ha fatto molto caldo in Russia e in Finlandia, dove abbiamo registrato 25-30 gradi – ricorda Jean-Marc Linden – Spesso è così, un freddo persistente su una parte dell’Europa è sinonimo di un caldo persistente in un’altra parte del Vecchio Continente. Immaginate un’onda sinusoidale: c‘è una parte buona, noi siamo nella parte sbagliata”.

Dopo una primavera così, come sarà l’estate?

“Questa è la domanda a cui qualsiasi meteorologo sogna di rispondere: non vi è alcuna correlazione tra una primavera fredda e un’estate calda o viceversa – conclude il meteorologo dell’Istituto reale del Belgio – Si verifica una circolazione atmosferica e quindi può succedere qualsiasi cosa in un breve arco di tempo con un periodo di transizione molto breve. Potrebbero verificarsi correnti subtropicali e sulla Francia e sul Benelux potremmo arrivare a 25-30 gradi, in tempi relativamente brevi. Per far sì che ciò accada nell’Europa occidentale occorre che si formi un altro anticiclone al centro dell’Europa, in Bulgaria, per esempio. Come conseguenza si avrebbe una risalita di aria calda e questo potrebbe durare per tre settimane, ma è impossibile affermarlo con certezza”.