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La politica agricola comune: sì o no?
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In questa puntata si parla dei contributi europei all’agricoltura. La politica agricola comune (PAC) deve ancora fare la parte del leone nei fondi del bilancio europeo? Questi aiuti andrebbero rivisti oppure sono fondamentali per la sicurezza alimentare europea?

Chris Burns ne discute con i suoi ospiti: Roger Waite, portavoce del Commissario Europeo all’Agricoltura, Dacian Cioloş; Lee Rotherham, ricercatore di “TaxPayers’ Alliance” che sostiene che l’Unione Europea dovrebbe smantellare la Pac e Ursula Hudson, presidente di Slow Food Germania che si batte per una riforma della Pac più sostenibile, a favore di produzioni su piccola, media scala.

Le sovvenzioni all’agricoltura impegnano la fetta più grande del bilancio dell’Unione Europea per il 2014-2020. Anche se è stata ridotta, la PAC costa ancora 50 miliardi di euro l’anno.

Il commissario per l’Agricoltura Dacian Cioloş è sottoposto a forti pressioni da parte di agricoltori, ambientalisti, consumatori, dagli Stati membri e dal Parlamento Europeo. La Francia, che è il maggiore beneficiario, deve rispondere ai Paesi dell’Europa dell’Est che vogliono sapere perché le loro mucche e le loro terre ricevono meno fondi.

Sono molti i contribuenti arrabbiati che vogliono tagliare questi aiuti. A Bruxelles oltre venti Paesi hanno aderito all’iniziativa “Good Food March” e hanno manifestato contro la Pac. Nei Paesi in via di sviluppo si è levato un grido di protesta contro gli europei e gli statunitensi che con il loro cibo, a buon mercato grazie ai sussidi, stanno distruggendo i loro agricoltori. Il Commissario Dacian Cioloş è tra l’incudine e il martello. Si possono conciliare interessi differenti?

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