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Gli olandesi voltano le spalle alle forze anti-Ue

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Gli olandesi voltano le spalle alle forze anti-Ue

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All’indomani delle elezioni, i Paesi bassi si trovano davanti a uno scenario inaspettato: i partiti centristi hanno vinto a mani basse, mentre le forze anti-europee sono state fortemente ridimensionate. Che cosa significa per l’Europa? Facciamo il punto sull’Olanda con un’intervista all’analista politico André Krouwel.

Olanda, l’Europa convince a metà ma il futuro resta nell’euro

Per analizzare il voto di mercoledì, abbiamo incontrato André Krouwel, docente di scienze politiche all’Università di Amsterdam.

Olaf Bruns, euronews: Professor Krouwel, benvenuto a euronews. Liberali e laburisti governeranno insieme, formeranno una coalizione. Pensa che il progetto si realizzerà facilmente?

André Krouwel: No, non sarà facile formare un governo stabile. Liberali e socialdemocratici hanno battuto i concorrenti a sinistra e a destra, ottenendo una larga maggioranza in parlamento, ma si tratta solo di una metà del parlamento, perché c‘è anche il senato, e al senato non hanno la maggioranza.

euronews: In campagna elettorale si diceva che se avessero prevalso i liberali, sarebbe stata una vittoria per il cancelliere tedesco Angela Merkel. Se a spuntarla fossero stati i laburisti, la vittoria sarebbe stata del presidente francese Hollande. Ora governeranno insieme. Quindi chi è il vincitore?

Krouwel: L’Europa si rassegni, non c‘è alcun vincitore tra Merkel e Hollande. Credo che gli olandesi rimarranno fedeli alla linea del rigore finanziario e non penso che i socialdemocratici saranno più tolleranti con i paesi che non rispettano questi criteri. Naturalmente poi, la sinistra in Olanda farà presente che l’austerità da sola non basta e che biosgna anche far ripartire l’economia”.

euronews: Laburisti e liberali hanno opinioni divergenti in merito al salvataggio della Grecia. Allora, dopo questo risultato i greci potranno festeggiare o è piuttosto vero il contrario?

Krouwel: Direi che per questa notte possono andare a dormire tranquilli. C‘è stata molta retorica in queste elezioni. Il primo ministro, Mark Rutte, diceva “niente più soldi ai greci”, ma penso che stesse solo parlando agli elettori di Wilders. Ora che i liberali sono il primo partito del paese e devono formare un governo non credo che vogliano mettere in pericolo l’euro.

euronews: La campagna elettorale è stata focalizzata sull’Europa. Quale segnale inviano gli olandesi a Bruxelles?

Krouwel: Penso che il messaggio sia molto chiaro: gli olandesi vogliono un governo stabile. C‘è stato l’esperimento politico di un governo di destra, un governo di minoranza, sostenuto dal partito anti-europeista e anti-immigrati di Wilders. Si è rivelato un governo instabile, incapace di fare le riforme finanziarie, e al tempo stesso iper-critico nei confronti di altri paesi.

euronews: Per dieci anni, la destra ostile all’euro e la sinistra euro-scettica hanno avuto grande influenza nella politica olandese. Ora sembra che gli elettori abbiano voluto premiare le forze centriste. E’ la fine di un’eccezione, o è un ciclo politico?

Krouwel: Diciamo che una parte dell’elettorato è anti-europea, ma è una parte relativamente esigua. La maggior parte degli olandesi è europeista, ma si chiede dove l’Europa sia diretta perché non lo sa. Penso che la vittoria del no nel referendum del 2005 esprimesse sfiducia nei confronti delle decisioni prese a Bruxelles, dell’influenza concentrata a Bruxelles. E’ paura di ciò che non si comprende piuttosto che un vero rifiuto dell’Europa. Penso che la maggior parte degli olandesi sappia che l’Olanda, essendo un paese piccolo, ha bisogno dell’Europa, del mercato comune e dell’euro.