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Yanukovich: all'Ucraina servono riforme, non pressioni

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Yanukovich: all'Ucraina servono riforme, non pressioni

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L’avvicinamento di Kiev all’Unione europea avrebbe dovuto compiere una tappa fondamentale questa settimana, in occasione di una visita del presidente ucraino a Bruxelles. Ma il viaggio è stato rimandato, per non aggravare le frizioni provocate dall’arresto della leader dell’opposizione, Yulia Tymoshenko.

L’Europa teme che la sua condanna a sette anni di carcere per abuso di potere sia una sentenza politica. Euronews ne ha parlato con il presidente Viktor Yanukovich.

Sergio Cantone, euronews:
Stando alle critiche espresse da altri paesi, non solo dall’opinione pubblica ma anche a livello istituzionale, il sistema giudiziario, in Ucraina, non è del tutto indipendente. Si dice che lei, come presidente, abbia il potere di influenzare questo tipo di decisioni. Che cosa risponde?

Viktor Yanukovich, presidente ucraino:
Le riforme del sistema giudiziario non dovrebbero essere causa di disappunto per i leader europei. Più di un anno e mezzo fa, abbiamo cominciato a esaminare queste questioni e a studiare decisioni sistematiche. Lo facciamo perché fa parte del processo verso l’integrazione all’Unione europea. Quello che facciamo è nel nostro interesse. Sappiamo che il nostro sistema giudiziario ha bisogno di essere riformato.

euronews:
Se saranno effettuate queste riforme, Yulia Tymoshenko potrà essere rilasciata?

Yanukovich:
La questione della Tymoshenko è piuttosto controversa perché sono stati commessi diversi abusi. Ci sono due livelli di lettura: uno di natura politica, l’altro che riguarda i reati. Parliamo di evasione fiscale, di perdite per il bilancio nazionale, parliamo di gas che non è entrato attraverso le consuete procedure doganali e poi distribuito alla popolazione ucraina; parliamo della perdita economica subita dal paese.

euronews:
Quindi lei dice che l’Unione europea ha torto a criticare l’Ucraina su questo punto. Ma si ha come l’impressione che ci siano altre ragioni alla base dell’accanimento contro Tymoshenko: ad esempio, il fatto che abbia chiuso una società che era molto vicina agli interessi del suo partito…

Yanukovich:
Nel caso della Tymoshenko è impossibile saltare alle conclusioni, questo spetta solamente ai tribunali. Dobbiamo prendere in considerazione i precedenti giudiziari in altri paesi. Negli Stati Uniti, il caso Lazarenko; in Russia, il caso del generale Oliynic.

euronews:
Le autorità europee sembrano ignorare questo tipo di accuse, anche perché, a quanto pare, ciò che è stato contestato nel processo era una firma, quindi un approccio che la maggior parte degli osservatori internazionali considera politico, non inerente i reati. Che cosa sta succedendo?

Yanukovich:
Non ho mai abusato della mia posizione per far pressione sui giudici o sui tribunali ucraini. Desidero che Tymoshenko dimostri la sua innocenza. Se ha commesso un errore e a risentirne è tutto il paese, dovrebbe ammetterlo. Se non ha pagato le tasse, dovrebbe ammetterlo e pagarle. Tutto questo mi sembra naturale. Vogliamo che l’Ucraina cresca, che si integri e che adotti nuovi e moderni standard europei.

euronews:
A formulare queste accuse è la comunità internazionale.

Yanukovich:
L’Ucraina deve cominciare a cambiare in meglio, ma è sbagliato metterci sotto pressione. E’ un processo, e questo processo è in corso, ma sta già portando cambiamenti positivi.