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Rubin Kazan, la squadra che ha rivoluzionato il campionato di calcio russo

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Rubin Kazan, la squadra che ha rivoluzionato il campionato di calcio russo

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Due anni fa il Rubin Kazan scombussolò il campionato di calcio moscovita: cioè, russo, ma il titolo era tradizionale appannaggio delle squadre moscovite, che di solito occupavano anche tutta la zona alta della classifica, con la sola eccezione di San Pietroburgo: veniva dall’altra capitale storica l’unica, periodica, minaccia al monopolio moscovita.
Ma da due anni l’asse del potere calcistico, e non solo calcistico, si è un po’ spostato: scudetto al Rubin Kazan, che poi ha ripetuto l’exploit l’anno dopo ed è ormai regolare frequentatrice della Champions League, anche se non ancora capace di superare il primo turno. Ma è una squadra che ancora un decennio fa lottava per non retrocedere nella serie C russa.

“Quest’anno abbiamo fatto un buon lavoro nel calciomercato. Purtroppo non ha ancora avuto l’impatto sperato sui risultati, ci serve un po’ di tempo”

L’estate scorsa alcuni giocatori-chiave passarono dal Rubin agli squadroni moscoviti, ma il presidente del club, Alexander Gusev, ha reagito spendendo 43 milioni di euro: quinto club più spendaccione d’Europa. Sono arrivati, tra gli altri, Salvatore Boccetti dal Genoa, Carlos Eduardo dall’Hoffenheim e Obafemi Martins dal Wolfsburg. L’ex interista non ha mai nascosto un certo cinismo:

“Ero ai mondiali quando mi hanno chiamato. Ho detto di essere interessato. Ho guardato un paio di partite, e sono venuto qui solo perché hanno una buona squadra, buoni giocatori. È l’unica ragione per la quale sono venuto”

Il Rubin Kazan tornerà ad affrontare il Barcellona, in Champions, il 7 dicembre. All’andata, in casa, fu un onorevolissimo uno a uno: benché la qualificazione sia ormai compromessa, i giocatori tengono a ripetere il risultato in Catalogna, per aumentare il prestigio della squadra. L’anno scorso il centrocampista Ryazantesev segnò nel mitico Camp Nou.

“Hanno cominciato a prenderci sul serio in Europa dopo l’ultima stagione, ma per guadagnarci davvero il loro rispetto dovremo giocare ad alto livello per più stagioni”

La storia miracolosa del Rubin Kazan però è una storia di investimenti, non di un fenomeno cresciuto sul territorio. Dei giocatori della vecchia squadra, quella che militava in serie B, ne è rimasto uno solo, Roman Sharonov, difensore, che esordì dieci anni fa:

“Non si può comparare il Rubin di quando iniziai e quello di oggi. basti dire che all’epoca giocavamo in seconda divisione, ora siamo nella Champions League”

Il Rubin dispone di un budget consistente, il sesto nel campionato russo: lontano dalle cifre dello Zenit primo in classifica, ma comparabile a quelli degli squadroni moscoviti: Spartak, Dinamo, CSKA e Lokomotiv. Naturalmente, grazie agli sponsor, in primis la compagnia telefonica regionale, gestita dal fondo russo-americano TAIF di cui è presidente Albert Shigabutinov:

“Bisogna considerare l’importanza della squadra per la città di ksazan e per tutto il Tatarstan. È pensando a questo – ma senza voler fare tutto da soli – che abbiamo deciso di fare la nostra parte per lo sviluppo dello sport nel Tatarstan”

Denaro, giocatori d’alto livello, supporto pubblico: tutti elementi fondamentali, ma dietro al successo del Rubin c‘è, soprattutto, una persona: Kurban Berdyev, l’allenatore.

“È il padre della squadra. E anche la madre”

Kurban Berdyev fu scelto come allenatore nel 2001: l’anno dopo arrivò la promozione alla massima divisione, nel 2003 il terzo posto, cinque anni dopo lo scudetto. Il successo, secondo molti, è frutto anche dei poteri assoluti conferiti all’allenattore.

“Qui tutto è grazie a lui. È lui che ha costruito questo club. Quando arrivai qui non c’era nemmeno la metà di quel che c‘è ora”

Stabilità, e progressi graduali. Sono le linee-guida per lo sviluppo del Rubin di Kazan. Quest’anno la squadra ha fatto un piccolo passo indietro, perdendo il titolo a favore dello Zenit di San Pietroburgo. Ma l’anno prossimo sarà di nuovo tra i contendenti per il titolo, e con ogni probabilità disputerà la Champions League, per il terzo anno consecutivo.
Nessuno avrebbe potuto immaginare un tale progresso nel 1995, quando la squadra si salvò per un solo punto dalla retrocessione in quarta divisione.