Salute, Hans Kluge: "L'intelligenza artificiale è utile, ma va regolamentata"

In molte nazioni numerosi medici stanno per andare in pensione
In molte nazioni numerosi medici stanno per andare in pensione Diritti d'autore Canva
Di Lauren Chadwick
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L'intelligenza artificiale è sempre più utilizzata in ambito sanitario, ma occorre imporre regole precise, ha spiegato a Euronews il direttore regionale europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

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Secondo il direttore regionale europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la vera minaccia legata alla presenza sempre maggiore dell'intelligenza artificiale (IA) nell'assistenza sanitaria è la "mancanza di regolamentazione". 

"Il treno dell'intelligenza artificiale è partito. In questo senso, dobbiamo abbracciarla e avere un approccio positivo", ha dichiarato Hans Kluge a Euronews Next a margine di un evento dell'OMS sul futuro della salute nell'era digitale. "Ha delle possibilità fantastiche per lo sviluppo di nuovi farmaci, ad esempio, anche per lo screening", ha aggiunto. "Ma naturalmente la vera minaccia è la mancanza di regolamentazione. La base della medicina è primum non nocere: prima di tutto, non nuocere. E questa è la chiave per i governi: regolamentare senza soffocare".

La questione dell'IA ha rappresentato uno dei temi principali della conferenza dell'agenzia che si è tenuta a Porto, in Portogallo. Ed è anche uno dei "messaggi principali" per i 53 Stati membri dell'ufficio regionale europeo, secondo il direttore regionale. Kluge ha inoltre indicato le future minacce per la salute, da una possibile nuova diffusione del Covid-19 nel corso dell'inverno alla carenza di operatori sanitari in molti Paesi europei.

Importante la vigilanza continua

Ciò nonostante, questi ultimi sono "meglio preparati" per le future ondate di Covid-19, ha detto Kluge, ma molti altri Stati stanno "diminuendo o interrompendo la vigilanza". Secondo il dirigente dell'OMS, al contrario, occorre ad esempio continuare ad analizzare le acque reflue, ad esempio, e non smettere di vaccinare la popolazione (anche per l'influenza stagionale). 

Secondo l'ultimo aggiornamento del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC), la trasmissione del Covid è aumentata nelle ultime settimane, partendo "da livelli precedentemente molto bassi". Ci sono state anche alcune preoccupazioni riguardo a nuove sottovarianti emergenti di Omicron, come la EG.5 e la BA.2.86.

Le case farmaceutiche Pfizer e Moderna hanno dichiarato che i loro vaccini aggiornati sono efficaci contro le nuove varianti. Nel frattempo, secondo Kluge, altre due grandi minacce incombono sulla salute: la guerra in Ucraina e i cambiamenti climatici.

L'organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato a maggio che ci sono stati più di mille attacchi a strutture sanitarie ucraine dall'inizio della guerra nel febbraio 2022. Mentre per quanto riguarda il ruolo che i cambiamenti climatici avranno sulla salute, Kluge ha affermato che la minaccia non è nel futuro, ma piuttosto "qui e ora".

Un nuovo modo di organizzare l'assistenza sanitaria

I medici di diversi Paesi europei hanno espresso preoccupazione per l'alto numero di pazienti e per il lavoro eccessivo che sono chiamati a fare. I sindacati dei medici portoghesi si sono persino presentati alla conferenza dell'OMS a Porto per esprimere le loro preoccupazioni sulle trattative salariali in corso con il governo.

Kluge ha affermato che medici e infermieri non si sentono apprezzati e che c'è una "sensazione di malessere" dopo la pandemia. Ha inoltre sottolineato che i governi devono pianificare il futuro, dato che molti medici in tutto il continente stanno raggiungendo l'età per la pensione.

"Più del 40% dei nostri medici di base sta per arrivare o ha già toccato l'età pensionabile. Dobbiamo quindi pensare a un nuovo modo di organizzare l'assistenza sanitaria, ad esempio ripensando i percorsi di studio", ha affermato. Aggiungendo che il carico amministrativo per i medici dovrebbe essere ridotto e che i Paesi dovrebbero pianificare in anticipo misure che tengano conto "dell'invecchiamento della popolazione nel continente".

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