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In che modo l'Ue sta finanziando l'accoglienza di milioni di rifugiati ucraini?

Di Naomi Lloyd
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In che modo l'Ue sta finanziando l'accoglienza di milioni di rifugiati ucraini?
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Dall'inizo della guerra in Ucraina più di 6 milioni di persone sono fuggite nei Paesi confinanti, tra cui la Romania. Con una decisione storica Bruxelles ha concesso loro il diritto di vivere e lavorare in tutta l'Unione per un massimo di tre anni.  Nelle strade di Bucarest, in Romania, la solidarietà verso l'Ucraina è palpabile. Dall'inizio dell'invasione russa quasi 900.000 ucraini sono entrati in Romania: il 40% di questi sono bambini.

La stazione principale è stata trasformata in un centro per i rifugiati. Per il paese gestire questo afflusso è una sfida impegnativa. Dall'inizio del conflitto varie ong e associazioni stanno aiutando i rifugiati. "Fin dall'inizio abbiamo fornito cibo e vestiti, scarpe e oggetti per i bambini - dice Alina Dăscălescu, presidente associazione Pentru Bine -. Al momento stiamo pensando di richiedere fondi privati dalla Romania, ma in futuro proveremo a ottenere fondi europei".

Nella stazione le organizzazioni umanitarie lavorano a fianco delle autorità locali per assistere e guidare i profughi. Maryna ha lasciato Odessa con i suoi due figli e altri tre membri della famiglia. Sono arrivati qui due giorni fa. "Era diventato molto pericoloso - dice Maryna -. Avevo molta paura per i miei figli, per mia madre, per mia sorella, per tutti i miei parenti. I volontari ci hanno detto che qui c'è una stanza dove possiamo mangiare, dove i nostri figli possono giocare. Ai bambini è piaciuta molto questa stanza, giocano con i volontari, ci sono gli psicologi. Non volevano andarsene, per questo siamo rimasti, per aspettare che i bambini si riprendessero un po' emotivamente".

L'ong Save the Children Romania ha contribuito all'allestimento di uno spazio dedicato ai rifugiati. "Non abbiamo mai affrontato una crisi di queste dimensioni - dice Leonardo Andreescu, coordinatore di Save the Children Romania -. Non credo che le autorità rumene e la società nel suo complesso saranno in grado di gestire questa situazione per un lungo periodo di tempo, a meno che non ricevano un sostegno dall'estero".

Quali sono i fondi per aiutare i rifugiati ucraini?

Il governo rumeno stima di aver speso quasi 72 milioni di euro per gli aiuti di emergenza dall'inizio della guerra. Le finanze pubbliche dei Paesi in prima linea sono messe a dura prova: ma quali sono gli aiuti messia a disposizioni da Bruxelles? L'Unione europea ha sbloccato diversi miliardi di euro di fondi inutilizzati per le regioni europee da destinare agli aiuti di emergenza per i rifugiati ucraini.

Conosciuti come Fondi di coesione, includono finanziamenti dal Fondo sociale europeo e dal Fondo per gli indigenti. Possono essere usati per fornire alloggi temporanei, cibo, coperte e vestiti, consulenza psicologica, assistenza medica e istruzione. I governi possono richiedere il rimborso dei fondi già spesi. In aggiunta, sono disponibili i 10 miliardi di euro del fondo di recupero per la pandemia, noto come React-Eu: 3,5 miliardi sono già stati versati: i paesi dell'Ue che ospitano il maggior numero di rifugiati hanno ricevuto una quota di denaro maggiore.

Un bilancio concepito in tempo di pace

Per sapere di più sui fondi abbiamo parlato con Joost Korte, direttore generale della Commissione europea per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione.  "Il bilancio settennale iniziato nel 2021 è stato fatto in tempo di pace - dice Korte -. Nessuno ha previsto, mentre negoziavamo quel bilancio, che ci sarebbe stata una guerra in Europa. È giusto dire che l'attuale bilancio non è stato pensato per la situazione in cui ci troviamo. La Commissione europea sta usando tutta la flessibilità, tutti i margini di manovra concessi dal bilancio. L'Unione europea ha a disposizione molti più fondi, tra cui i cosiddetti fondi di coesione. Abbiamo fortemente incoraggiato gli Stati membri a usare i fondi ancora disponibili e ne abbiamo reso molto semplice l'utilizzo.

In che modo le ong e gli enti di beneficenza possono accedere ai finanziamenti? "Noi inviamo i soldi agli Stati membri, poi spetta a loro assicurarsi che il beneficiario riceva effettivamente il denaro a cui ha diritto - dice Korte -. Questo lo verifichiamo. Gli Stati membri hanno l'obbligo di indicare chiaramente chi è il responsabile di questi fondi.

Aiuto fondamentale

In Romania il sostegno alle ong e ai dipartimenti governativi è fondamentale per aiutare i rifugiati. Circa 80.000 dei rifugiati entrati in Romania sono rimasti nel paese: di questi 36.000 sono bambini. In una scuola elementare Anastasiia Konovalova, una rifugiata, ha creato 8 classi grazie alle aule messe a disposizione dal Ministero dell'Istruzione rumeno.

"Ora abbiamo 264 bambini e circa 900 in lista d'attesa - dice Konovalova -. Questi bambini sono venuti qui perché hanno bisogno di istruzione e vogliono ricevere un'istruzione in ucraino. La prossima settimana apriremo una nuova scuola e tutti gli insegnanti qui si sono offerti volontari per due mesi. Abbiamo raccolto fondi per gli stipendi su Go Fund Me".

Abbiamo parlato della situazione dei rifugiati ucraini anche con Sorin Mihai Cîmpeanu, ministro dell'Istruzione rumeno. "Il governo rumeno ha adattato in fretta le leggi necessarie, in modo che tutti i bambini rifugiati possano avere esattamente gli stessi diritti dei bambini rumeni - dice il ministro -. L'unico ostacolo da superare è la barriera linguistica, motivo per cui le autorità rumene stanno concentrando gli sforzi per offrire corsi di lingua romena".

Con il protrarsi del conflitto sarà necessario un maggiore sostegno: da dove arriveranno i soldi? "In Romania abbiamo un'opportunità unica: il progetto "Educated Romania", avviato dal Presidente, mira a una profonda riforma del sistema educativo - dice  Cîmpeanu -. Abbiamo un budget di 3,6 miliardi di euro per la riforma dell'istruzione. L'esistenza di questo progetto significa che siamo in grado di offrire un'integrazione e un sostegno migliore e più efficiente ai bambini ucraini. Le collaborazioni con la Commissione europea e i fondi a nostra disposizione, compresi quelli al di fuori del piano di ripresa e resilienza, sono altre fonti di finanziamento".