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Grand Prix de l'Horlogerie: a Ginevra la 20° edizione degli Oscar dell'orologio

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Di Claudio Rosmino
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Grand Prix de l'Horlogerie: a Ginevra la 20° edizione degli Oscar dell'orologio
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Quando spazio e tempo si incontrano in un abbraccio artistico e tecnologico. Lo spazio è il Museo Rath di Ginevra; il tempo è il 4 novembre, giorno della cerimonia di premiazione del Grand Prix de l'Horlogerie (GPHG).

Considerata come la notte degli Oscar dell'industria orologiera, la manifestazione premia dal 2021 le migliori creazioni contemporanee. Gli 84 orologi selezionati, suddivisi in 14 categorie, sono esposti al pubblico nel museo ginevrino fino al 14 novembre.

In occasione del 20° anniversario del Grand Prix, sarà anche possibile ammirare per la prima volta tutti gli orologi che hanno vinto il prestigioso primo premio "Aiguille d'Or". Dietro ognuno di questi orologi c'è un mondo di tradizioni, arte e tecnologia eccezionale. La loro fabbricazione richiede spesso anni.

A Le Sentier, nel cuore della regione svizzera dello Jura, ci apre le sue porte il laboratorio di orologeria di Bulgari. Il marchio italiano progetta, sviluppa e produce tutte le parti essenziali delle sue creazioni: dalla fusione delle leghe d'oro alla artigianale, l'assemblaggio e finitura del movimento, la cassa, il quadrante e il bracciale.

I diversi componenti vengono poi assemblati nell'atelier di Neuchatel. Competenze artigianali e soluzioni tecniche di alto livello si combinano fin dai primi passi di un nuovo progetto per definire le tappe della realizzazione.

"Stabiliamo un piano attraverso uno studio di fattibilità, dove cerchiamo di rivedere tutte le difficoltà del progetto, le scadenze, i costi - dice Julien Behra, responsabile dello sviluppo degli orologi di Bulgari -. Il tempo necessario per lo sviluppo dipende dalla sua complessità. Possiamo avere un modulo molto semplice, come la visualizzazione di fasi lunari o un datario che possono richiedere da sei mesi a un anno, fino allo sviluppo di una suoneria complessa o la segnalazione dell'ora, che può richiedere fino a quattro o cinque anni, o anche più".

Nel sito di produzione di Van Cleef & Arpels, a Meyrin, in Svizzera, il processo creativo si ispira a un approccio chiamato "poesia del tempo". Bellezza e sogni sono al centro della creazione. Il punto di partenza è una storia, da raccontare attraverso l'orologio, un'emozione che deve essere tradotta in immagini e meccanicamente.

"Per noi un orologio è come un dipinto o un'opera - dice Rainer Bernard, responsabile di ricerca e sviluppo di Van Cleef & Arpels -. Si è affascinati da ciò che accade sul palcoscenico, la parte tecnica è nascosta dietro le quinte. Non si vedono mai i cavi in funzione in un teatro. È molto importante trovare il giusto compromesso tra ciò che è tecnicamente fattibile e come possiamo integrare il lavoro dei nostri mastri orologiai, le mani d'oro che producono i quadranti, le casse, i movimenti. Abbiamo progetti che richiedono tre, quattro, cinque o anche dieci anni per trovare il compromesso perfetto, per creare un orologio che per noi è veramente un'opera d'arte"

Oltre ad assegnare il trofeo per il miglior orologio, l'Accademia del Grand Prix di Ginevra premia anche altre 18 creazioni nelle varie categorie. Abbiamo chiesto a Nick Foulkes, presidente della giuria del Grand Prix de l'Horlogerie, quali sono i criteri che portano alla selezione di questi gioielli di artigianato e design.

"I criteri di selezione sono molto interessanti - dice Foulkes -. Ovviamente le marche ci propongono i loro modelli. In seguito, dietro questa lista di proposte, c'è l'accademia. Organizziamo un sondaggio che coinvolge un gruppo di circa 500 persone che esprimono le loro opinioni. Poi c'è la giuria finale, composta da una trentina di persone, prese per metà tramite sorteggio e per l'altra metà selezionate da me, in collaborazione con l'organizzazione della manifestazione. In questo modo riusciamo a riunire in modo equo e diversificato un panel di opinioni differenti che si esprimeranno su tutti i tipi di criteri".

In che modo l'innovazione sta influenzando un settore tradizionalmente associato alle abilità artigianali degli orologiai? "Penso che alcuni marchi sfruttino già i vantaggi della tecnologia moderna - dice Foulkes - che si tratti di progettazione grafica per mezzo del computer o di fresatrici che realizzano lavori con tolleranze che erano impossibili da raggiungere in tutti gli orologi più costosi di 30 o 40 anni fa".