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L'effetto domino del Covid-19 sull'export di Taiwan: ripresa in vista?

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Di James O'Hagan
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L'effetto domino del Covid-19 sull'export di Taiwan: ripresa in vista?
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai
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Per i consumatori statunitensi sarà difficile fare buoni affari nel periodo natalizio. Come molte persone in tutto il mondo stanno stringendo la cinghia per le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute solo dello 0,3% a ottobre. L'aumento dei contagi a livello nazionale e lo stop ai sussidi di disoccupazione hanno frenato i consumi e contribuito alla più lenta crescita delle vendite al dettaglio dalla primavera.

Ciononostante secondo alcuni analisti nel periodo natalizio la domanda sarà superiore all'offerta. Di conseguenza i rivenditori probabilmente non concederanno grossi sconti, visto che la domanda resta comunque alta. Inoltre vogliono evitare le vendite di massa di eventi come il Black Friday.

"Penso che queste siano le prime feste dopo tanto tempo in cui la domanda supera l'offerta, quindi non bisogna aspettarsi grossi sconti - dice Simeon Siegel, analista di Bmo Capital Markets -. Dal punto di vista del consumatore non ci saranno offerte troppo vantaggiose. Le vendite di conseguenza potrebbero essere deludenti, ma i margini e la redditività saranno probabilmente migliori di quanto abbiamo visto da un po' di tempo a questa parte".

La possibilità di un lockdown a livello nazionale sta trasformando completamente le abitudini dei consumatori in vista delle feste natalizie.

"Negli ultimi dieci anni - spiega Siegel - abbiamo continuato a sentire questo mantra sulle persone che vogliono comprare esperienze, non cose. Ma con le norme attuali non si possono fare esperienze al di fuori della propria casa. Non si può viaggiare. Così gli oggetti sono diventati l'esperienza. (...) I mobili, per esempio. I mobili e tutto quello che migliora l'esperienza nella propria casa.

Molte persone preferiscono ancora andare di persona nei negozi per i loro acquisti. "La gente uscirà di casa, sfiderà il tempo inclemente e la pandemia - è la previsione di Siegel - ma lo farà solo per andare in quei negozi che offrono un prodotto convincente, qualcosa che non possono trovare online".

L'effetto domino del Covid-19 sull'export di Taiwan

Taiwan si augura che i lockdown in Europa e Stati Uniti non abbiano un effetto domino sul suo export nel quarto timestre. Nonostante una popolazione di quasi 24 milioni di abitanti, Taiwan ha avuto finora meno di 700 casi di COVID-19 e solo sette morti.

L'isola ha un'economia basata sulle esportazioni che dipende fortemente dalla domanda dei Paesi occidentali. La speranza è che l'ultimo trimestre dell'anno segni l'inizio di una ripresa economica.

"Al momento la pandemia sta ancora lentamente guadagnando terreno sia in Europa che in America - dice Venson Tsai, analista finanziario del Cathay Pacific Group -. Alcune città sono in lockdown in Europa e la loro crescita economica ha rallentato un po'. Questa tendenza andrà avanti ancora per un po'. Ma gli Stati Uniti, finché le città non saranno in lockdown, beneficeranno della crescita dei consumi del quarto trimestre. In questo caso, anche le esportazioni di Taiwan potrebbero ancora raggiungere un picco".

La speranza è che il 2021 porti con sé un vaccino anti-Covid efficace e un ritorno degli affari al periodo pre-pandemia.

Economia islamica: un'affare da quasi duemila miliardi di euro

Stando al rapporto annuale sullo stato dell'economia islamica globale, nel 2019 la spesa per i consumi è stata di oltre 1850 miliardi di euro. Ne abbiamo parlato con Abdulla Mohammed Al Awar, amministratore delegato del Dubai Islamic Economy Development Centre.

Potrebbe cominciare col dirci quali sono i punti chiave del rapporto di quest'anno? Il rapporto annuale è un punto di riferimento per tutti i dati sull'economia islamica. Quindi rappresenta una risorsa, un documento per capire quali sono gli investimenti chiave nei vari settori dell'economia islamica. Nel 2019 i consumatori hanno speso quasi 1900 miliardi di euro nei settori dell'economia islamica reale: cibo halal, prodotti farmaceutici, cosmetici, turismo per famiglie, intrattenimento. In campo finanziario invece si parla di asset che ammontano a circa 2400 miliardi di euro.Siamo lieti di vedere che gli Emirati Arabi Uniti se la sono cavata bene. Sono tra i primi tre paesi nell'indicatore dell'economia islamica globale. Sono leader in due dei settori, quello dei media e del tempo libero, oltre che nella moda.

Quanto è stato importante il settore della tecnofinanza? Davvero tanto, ad essere onesti. L'industria fintech è davvero decollata, ancora di più con quello che è successo nel 2020. E' diventato evidente: credo che l'intera digitalizzazione del settore bancario e della finanza islamica negli ultimi anni abbia dimostrato che per avere successo in questo settore, bisogna davvero abbracciare la tecnofinanza.

Nel rapporto ci sono altre sorprese? Ce ne sono. Per esempio il settore del cibo halal coinvolge molti Paesi non musulmani. Ha senso visto che oggi molti produttori ed esportatori di cibo halal provengono da quei Paesi. Australia, Stati Uniti, Sudamerica e alcuni Paesi europei sono in alto nella classifica delle esportazioni di cibo halal. Per me significa chiaramente che ci troviamo in un ecosistema globale. Il rapporto annuale ci fornisce anche una strada per collaborare con altre nazioni e far diventare così l'economia islamica una componente importante delle loro strategie. Malesia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita storicamente sono sempre stati ai vertici della classifica annuale. Ma negli ultimi due anni l'Indonesia è salita molto rapidamente perché il governo ha formulato alcune strategie specificamente rivolte ai settori dell'economia islamica.