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Economia islamica, Dubai punta a diventare capitale regionale

Di Natalie Lindo
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Economia islamica, Dubai punta a diventare capitale regionale
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai - Courtesy of Islamic Banking in the UAE
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L'economia islamica è composta di tre aree chiave: la finanza islamica, i prodotti halal e le attività islamiche, che comprendono arte, turismo e moda. **​Il Centro finanziario internazionale di Dubai è il fulcro degli affari nella regione.**

Emirati Arabi, terza economia islamica mondiale

Gli Emirati arabi sarebbero la terza economia islamica al mondo, secondo il rapporto 2020 sullo stato dell'Economia islamica globale. La Malaysia resta in vetta alla classifica, seguita dall'Arabia Saudita. L'economia islamica è una categoria che riguarda imprese, investimenti e finanze conformi ai principi e ai valori islamici.

Nel 2019, 2.400 miliardi euro sono stati investiti in attività della finanza islamica, e più di 1.700 miliardi in settori vari fra cui cibo halal, moda modesta e media e ricreazione, che rappresentano i tre settori principali.

Il Centro per lo sviluppo dell'economia islamica di Dubai è stato creato nel 2013 con l'obiettivo di trasformare l'Emirato nella capitale regionale dell'economia islamica. Per l'amministratore delegato, Abdullah Mohammed Al Awar, "Questo rapporto rappresenta una risorsa utile a comprendere quali siano gli investimenti chiave nei vari settori dell'economia islamica, quanto abbiano effettivamente speso i consumatori nei prodotti e nei servizi che compongono l'economia islamica. È un'ottima risorsa per imprese e governi per capire quali siano le tendenze".

Il successo dell'halal

In un rapporto del 2018, Techsci Research prevede che il mercato del cibo e delle bevande halal degli Emirati supererà i 4,6 miliardi di euro entro il 2022. All'origine del boom della domanda, una popolazione musulmana in crescita, un reddito pro capite in aumento e un e-commerce in pieno sviluppo.

Gioca anche la crescente diffusione del cibo halal tra i non musulmani, come testimonia il successo di Prairie Foods, fornitore per ristoranti: "Serviamo diversi ristoranti, naturalmente di fascia alta. I consumatori sono, almeno in parte, non musulmani. Non è necessario esserlo. Nonostante questo, siamo noi che li serviamo".

Moda islamica non solo per musulmane

A Dubai una popolazione musulmana in rapida crescita e relativamente giovane sta affermando sempre più la sua sensibilità islamica sul mercato, in prodotti vari come cibo, banche e finanza, fino alla moda, alla cosmetica, ai viaggi e all'assistenza sanitaria. L'industria dell'abbigliamento è cresciuta in popolarità nella regione e non solo. Amal Murad, stilista di abiti della cosiddetta "moda modesta", rivela: "Ricevo molte richieste da musulmane in molte regioni europee, e ho anche amiche non musulmane a cui piace indossare i miei vestiti, non solo quando vengono a trovarci qui, ma anche al ritorno nel loro paese".

L'economia islamica ora si sta concentrando su come gestire il post Covid. Il rapporto sullo stato dell'Economia islamica globale prevede che per il 2021 il pil e l'occupazione non solo si saranno ripresi ma che ci sarà una crescita a livelli pre-pandemia. Il rapporto stima che le economie avanzate più colpite si riprenderanno rapidamente e inizieranno a superare i mercati emergenti.