Ong, migranti: "L'Ue metta a disposizione una flotta per coordinare i soccorsi"

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Di Anelise Borges
Soccorso in mare
Soccorso in mare   -   Diritti d'autore  Nora Boerding/Sea-Watch via AP   -  

Un gruppo di Ong, che conducono operazioni di ricerca e salvataggio nel Mar Mediterraneo, chiede all'Unione europea di aiutarle a fronteggiare l'aumento del numero di persone che tentano la traversata.

Nelle ultime settimane, SOS Mediterranée, Medici senza frontiere (MSF) e Sea-Watch hanno salvato migliaia di migranti da imbarcazioni sovraffollate e inadeguate.

In cinque giorni, la Geo Barents, una nave di ricerca e soccorso gestita da Medici senza frontiere, e la Ocean Viking, una nave di ricerca e soccorso noleggiata da SOS Mediterranée, in collaborazione con la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC), hanno soccorso sedici imbarcazioni in difficoltà.

La Geo Barents sta ancora trasportando oltre 600 persone, tra cui più di 150 minori.

Non è stato assegnato alcun porto di destinazione, nonostante le richieste all'Italia e a Malta.

I membri delle Ong mettono in guardia sui rischi legati all'aumento del numero di traversate e chiedono agli Stati membri dell'Unione europea di mettere a disposizione una flotta di ricerca e soccorso adeguata, dedicata e proattiva, che operi nel Mediterraneo come parte di un meccanismo europeo per salvare vite umane.

Dice Xavier Lauth, direttore delle operazioni di SOS Mediterranée (attualmente a bordo della Ocean Viking): "Sono momenti molto importanti di consapevolezza collettiva per rendersi conto che questo meccanismo è essenziale per salvare vite umane: è essenziale che ci siano operazioni di salvataggio debitamente coordinate e organizzate e non lasciate alla società civile o, a volte, ai pescherecci commerciali che effettuano anche salvataggi in mare come possono con i mezzi che hanno. Quindi, penso assolutamente che questi momenti, in cui l'Europa e tutti i cittadini europei si rendono conto della gravità della situazione nel Mediterraneo centrale, sono anche momenti chiave per fare appello a tutti gli Stati e chiedere ancora una volta questo meccanismo di salvataggio coordinato in mare."

Da quando l'Unione europea ha posto fine alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, il soccorso in mare è stato lasciato alla discrezione degli Stati, ma le Ong affermano che molti ignorano le richieste di soccorso o addirittura collaborano con le autorità libiche per rimandare indietro i richiedenti asilo.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, il Mediterraneo centrale è la rotta migratoria più letale al mondo: dal 2014 quasi 20.000 persone sono morte o scomparse mentre tentavano la traversata.