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Regno Unito, tempo di esami e risultati (studenteschi, ma non solo)

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Regno Unito, tempo di esami e risultati (studenteschi, ma non solo)
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Decine di migliaia di studenti in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord attendono i risultati degli esami, che determineranno la possibilità di accedere o meno all'Università.

Tuttavia, la situazione è perennemente in bilico a causa della pandemia e si teme che il sistema messo in atto per decidere che i loro voti non rifletterà accuratamente il merito di ognuno.

''È una di quelle esperienze che ti segnano - dice una studentessa - ma a causa della situazione attuale non siamo riusciti a viverla appieno, ci sentiamo sconvolti, ma ora dobbiamo comunque riuscire a superarla".

Anche Eida e le sue amiche sono preoccupate per il futuro.

"Il nostro primo anno non sarà regolare all'Università ed è preoccupante su tutta la linea, anche il mondo del lavoro potrebbe cambiare per il modo in cui si assumono le persone, il numero di dipendenti che s'impiegano e quante di esse accedono in un ufficio, è un po' snervante non sapere cosa sta realmente succedendo".

"A causa del coronavirus - dice la giornalista Angela Barnes - i calcoli dei voti si basano sulle stime degli insegnanti, combinate con un modello statistico che attinge ai risultati scolastici passati e alle prestazioni precedenti degli studenti, ma molti genitori e alunni ritengono che sia ingiusto".

"Ho pensato che se avessi messo tutto l'impegno negli esami - afferma un'altra stiudentessa - avrei ottenuto il meglio e fatto del mio meglio, ma ora non ho quella sensazione".

Tuttavia, alcuni insegnanti ritengono ci fossero poche altre strade da percorrere.

"Non è un sistema perfetto, devo essere chiaro su questo - dice SIMON GODDEN, Preside scolastico - ma dovrei anche dire che sostenere gli esami in aula non è un sistema di valutazione perfetto, quindi penso che, tutto considerato, il risultato finale è buono così come avremmo potuto sperare".

La scappatoia

Dagli enti preposti giunge notizia che le scuole potranno presentare ricorso contro i risultati, in determinate circostanze: il Ministro dell'Istruzione annuncia che gli alunni potranno anche rifiutare i voti, optando per punteggi più alti ottenuti all'inizio dell'anno scolastico.

Prevista anche la possibilità di sostenere nuovamente gli esami in autunno: il tutto fa parte del tentativo in extremis da parte del Governo di rendere il sistema più equo.

Paese in recessione

Per l'economia britannica, comunque, non si tratta solo di una frenata. Il Paese è per la prima volta, dopo 11 anni, in recessione tecnica. Il colpo di grazia è arrivato dalla pandemia da Covid-19, che ha rallentato quasi tutte le attività.

I dati dell'Ufficio di statistica nazionale (ONS) britannico, mostrano nel secondo trimestre una flessione del PIL del 20,4%, con i settori manifatturiero e dei servizi che registrano una discesa di circa il 20%, e quello delle costruzioni del 35%.

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I dati dell'Office for National Statistics (ONS) sul PIL britannicoEuronews

"Se qualche mese fa dicevamo che i tempi duri stavano arrivando, oggi i numeri ci dicono che li stiamo vivendo", ha commentato il ministro delle Finanze britannico Rishi Sunak.

Per un confronto, il calo trimestrale nell'eurozona è stato del 12,1%, in Italia - primo Paese europeo a subire l'onda d'urto del coronavirus - del 12,4%; negli Stati Uniti del 9,5%, in Canada del 12%, in Giappone del 7,6%.

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Il calo del PIL in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone - Fonte ONSEuronews

I dati del Regno Unito relativi ai mesi aprile-giugno si spiegano con l'avvio tardivo del lockdown e la sua maggiore durata, vista l'impennata dei contagi arrivati a 313402, con46611 vittime, secondo i dati della Johns Hopkins University,

"Centinaia di migliaia di persone hanno già perso il lavoro e purtroppo sarà così per molte altre. Tuttavia, nonostante ci attendano decisioni difficili, nessuno verrà lasciato senza speranza o opportunità", ha rassicurato il Ministro.

La risposta del governo non sarà l'austerity, ha detto ancora, ma a ottobre si metterà fine al Job retention scheme, ovvero la cassa integrazione per le imprese colpite dalla crisi sanitaria.

Ma c'è un'altra nube all'orizzonte. Il Regno Unito deve fare i conti con la Brexit.

L'economista James Smith ricorda che il periodo di transizione si chiuderà alla fine di quest'anno. E che si arrivi ad un accordo o meno, ci saranno nuovi costi per le imprese".

Ecco perchè, nonostante numerosi analisti prevedano una ripresa in ottobre dell'economia nell'Unione europea dopo il picco della crisi Covid-19, nella fuoriuscita Gran Bretagna non si dormono sonni tranquilli.

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