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Presepe obbligatorio a scuola? Presidi, è fuori luogo

Giannelli (Anp), 'Giusto tener presente tradizioni ma...'
Giannelli (Anp), 'Giusto tener presente tradizioni ma...'
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - ROMA, 20 DIC - "Bisogna certamente tener presente la tradizioni del Paese ma imporle per legge è fuori luogo. Ci sarà comunque modo, nel dibattito parlamentare, di valutare bene il da fare". Così all'ANSA Antonello Giannelli, presidente nazionale dell'Associazione presidi (Anp), a proposito del presepe obbligatorio a scuola, che FdI vorrebbe blindare con un provvedimento presentato da Lavinia Mennuni, senatrice di FdI e che prevede anche sanzioni per i dirigenti scolastici in caso di mancato rispetto della legge. "Credo si tratti di una bufala - è il parere di Attilio Fratta, presidente dell'associazione dei presidi, DirigentiScuola , perché solo così può essere definita. Mi meraviglio come si possa dar peso a tali notizie. Siamo di fronte a misure utili solo a distogliere l'attenzione degli italiani dai problemi veri della scuola e del Paese. Evito pertanto di entrare nel merito della proposta a partire dai provvedimenti disciplinari previsti per i dirigenti scolastici che si dovessero opporre, una norma scritta, evidentemente, da chi non conosce la materia". La scelta se fare albero di Natale, presepe o entrambi "è del corpo docente, conseguenza della progettualità che si fa con le classi: l'albero di Natale è la conclusione di un percorso culturale, sono culture che si cercano un punto di incontro", spiega Rosanna La Balestra, preside del complesso Simonetta Salacone, tra Torpignattara e Centocelle a Roma, cinque plessi per 1400 alunni tra i 3 e i 13 anni, moltissimi stranieri. Per la dirigente scolastica la multiculturalità della scuola è "una ricchezza che viviamo costantemente, un confronto tra lingue e cultura. Nulla può essere imposto: presepe o albero non possono essere imposti, la scuola segue dei progetti, alla fine dei quali realizza qualcosa. L'imposizione mi sembra anacronistica, non risponde anche all'autonomia della scuola, tutto deve avere un senso e perchè abbia un senso deve essere voluto da chi la vive" (ANSA).

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