Locatelli, 'risorse del Fondo unico a territori e associazioni'

'Tavoli su dopo di noi e care giver. In Sardegna buone pratiche'
'Tavoli su dopo di noi e care giver. In Sardegna buone pratiche'
Di ANSA
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(ANSA) - CAGLIARI, 18 DIC - "Le risorse del Fondo unico per le disabilità, oltre 550 milioni, sono destinate a progetti che vanno sui territori e che collaborano con il mondo del terzo settore delle associazioni. Spero di poter istituire una linea specifica anche per dare valore ad attività che portano ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie un po' di dignità in più, attraverso la valorizzazione delle competenze fino ai casi di inserimento lavorativo". La ministra delle Disabilità, Alessandra Locatelli, spiega ai giornalisti l'importanza dell'istituzione del Fondo unico, passata come emendamento nella notte in Senato. In tour in Sardegna per una due giorni di visite alle associazioni della regione che si occupano di terzo settore e sociale, la ministra ha ricordato anche il lavoro sul cosiddetto 'dopo di noi', i progetti per il futuro delle persone con disabilità: "Abbiamo un tavolo che sta lavorando da maggio, nei primi mesi dell'anno questo tavolo riuscirà a portare una proposta seria sulla revisione della norma all'attenzione del ministero del Lavoro - ha sottolineato -, una delle cose più importanti è sicuramente ampliare le maglie della legge 112 e garantire che diventi un 'durante e dopo di noi', perché questo è quello che ci chiedono le famiglie. Tutto ciò si collega all'altro tavolo interministeriale, che partirà a gennaio, sul riconoscimento del ruolo del car giver familiare convivente". La ministra ha inaugurato a Cagliari la nuova sede dell'associazione Bambini cerebrolesi Sardegna (Abc) e ha ascoltato le loro testimonianze dirette. "In Sardegna ci sono molte buone pratiche - ha precisato Locatelli - che si possono ampliare ed esportare, ancora di più per andare nella direzione che a livello governativo stiamo portando avanti con il progetto di vita contenuto nella legge delega. Voglio fare un percorso di formazione - ha annunciato - per spiegare come i servizi si devono mettere a disposizione delle persone e non le persone che devono bussare accento porte prima di avere una risposta". (ANSA).

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