A Genova neo madri seguiranno Consiglio Comunale da remoto

Come a Torino. Approvata modifica regolamento proposta da Ghio
Come a Torino. Approvata modifica regolamento proposta da Ghio
Di ANSA
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(ANSA) - GENOVA, 12 DIC - Il consiglio comunale di Genova modifica il regolamento e stabilisce che le donne in gravidanza (maternità anticipata e gravidanza a rischio) e le neo madri, così come anche ai padri in congedo parentale, possono partecipare alle sedute di consiglio, alle commissioni e alle conferenze di capigruppo da remoto, in videoconferenza. La modalità consente ai consiglieri di non perdere il gettone di presenza e di garantire la rappresentanza di cui gli elettori li hanno investiti. La delibera votata oggi all'unanimità è stata proposta da Francesca Ghio che, oltre a essere consigliera di minoranza nel gruppo Rossoverde, sarà presto madre. Al documento, nell'elaborazione prima dell'arrivo in aula, ha concorso con un emendamento anche Vincenzo Falcone (Fratelli d'Italia) mentre altri emendamenti sono stati presentati in discussione. La modifica del regolamento non è un unicum in Italia, tra le grandi città il Comune di Torino ha da tempo introdotto questa possibilità. La discussione non è stata priva di scontro, anche all'interno della stessa minoranza. In particolare un emendamento proposto da Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione) che voleva estendere la facoltà di collegamento da remoto anche a chi avesse invalidità o malattie certificate. D'accordo la Lega. Contrari, per diverse ragioni, gli altri gruppi di maggioranza e il Pd, perché l'emendamento avrebbe delegittimato il lavoro fatto durante le commissioni. A Cristina Lodi (misto-Azione) non piaceva che la gravidanza fosse in qualche modo equiparata a una malattia. "Mi sono occupata della questione quando ho saputo di essere incinta e ho capito che a Genova c'era un vuoto normativo - ha spiegato Francesca Ghio -, è chiaro che la modifica non è per me ma per tutto il consiglio. Sono contenta di aver fatto qualcosa di visibile come la mia pancia ma diversamente dalle parole e dalla sensibilità che abbiamo sentito oggi ricordo le frasi fuori microfono che mi sono state rivolte, parole pesanti come 'lascia fare a noi', 'tu stai a casa', 'stai zitta', 'non capisci un c...'. (ANSA).

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