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Marcia diritti dell'infanzia a Siracusa negata a bimbo down

No del Comune con una pec. Genitore, è discriminazione
No del Comune con una pec. Genitore, è discriminazione
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - SIRACUSA, 21 NOV - E' possibile negare la partecipazione alla Marcia dei diritti dell'infanzia a un bambino? Succede a Siracusa dove dopodomani avrà luogo il corteo per le vie della città inserito all'interno della Giornata mondiale dei diritti dei bambini che si è celebrata lunedì scorso. E alla quale il Comune di Siracusa, che coordina la marcia di associazioni di volontariato, sportive e del terzo settore, ha negato il diritto a partecipare al corteo a un bambino di 9 anni. L'ha fatto con una pec inviata ai genitori del piccolo. Ruben ha la sindrome di down, è un disabile gravissimo. E' vivace, a scuola rimane non più di 3 ore, ha un assistente Asacom e un insegnante di sostegno. I suoi compagni alla marcia ci saranno. Il Comune sottolinea che "non viene precisato il numero delle ore e manca l'assenso dell'Istituto". E poi che "in ogni caso la tardività della richiesta non consente di attivare il procedimento per le verifiche necessarie" ed "acquisire l'accettazione dell'operatore". "Ho inviato una pec il 16 novembre - spiega Antonio Gallitto, papà di Ruben -. Mi sembra che il tempo per le verifiche fosse sufficiente. Ci hanno detto che il parere dell'Istituto non serviva, ma in ogni caso la scuola non ha mai avuto difficoltà a darlo. Il Comune ha recepito la convenzione Onu sui diritti delle persone con diversa abilità. Si parla di uguaglianza e non discriminazione. Si parla di protezione giuridica contro ogni discriminazione. Penso che questi documenti siano destinati a restare solo parole scritte. La realtà è un'altra. Forse si parla esclusivamente di non sforare i budget di spesa. Cosa stiamo insegnando ai nostri figli a sfilare per strada oppure insegniamo loro il rispetto dell'altro e la vera integrazione?". (ANSA).

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