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Dda Milano: patto tra mafie in 21 summit e contatti politici

Emerge dall'ordinanza di oltre 2mila pagine del gip
Emerge dall'ordinanza di oltre 2mila pagine del gip
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - MILANO, 25 OTT - La "operatività" del "sistema mafioso lombardo" sarebbe stata "decisa congiuntamente dalle tre componenti mafiose", ossia 'ndrangheta, camorra e Cosa Nostra nel corso di 21 "summit" tra il marzo 2020 e il gennaio 2021. Emerge dalle imputazioni formulate dalla Dda di Milano e contenute nell'ordinanza di oltre 2mila pagine del gip di Milano Tommaso Perna, che ha bocciato, però, l'impianto accusatorio dell'alleanza tra mafie e le stesse accuse di associazione mafiosa, respingendo più di 140 richieste di arresto, su un totale di 154 indagati (uno, però, nel frattempo è morto). Secondo le accuse nelle indagini, il patto tra mafie avrebbe avuto anche lo scopo, tra i tanti, di mantenere "contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale, bancario, in modo da ottenerne favori, notizie riservate, erogazioni di finanziamenti, rete di relazioni" e di condizionare "il libero esercizio di voto". Agli atti intercettazioni come "abbiamo un bel pacchetto di voti, perché posso portare o senatori in Europa". Parole di Filippo Crea, presunto 'ndranghetista, indagato. Tra le decine di attività illecite che, secondo la Dda, il "sistema" di mafie avrebbe portato avanti, c'è anche l'acquisizione di "appalti pubblici e privati, anche attraverso l'attivazione di canali istituzionali". Alcuni dei summit si sarebbero tenuti a Dairago (Milano) negli uffici della "Servizi integrati", una delle aziende riconducibili alle mafie. Altri a Cinisello Balsamo, nel Milanese, anche nel marzo 2021, altri ancora ad Abbiategrasso (Milano). Incontri per parlare, si legge, a volte di "stupefacenti", a volte di "superbonus 110%". L'alleanza, secondo le indagini, avrebbe avuto come "scopo" la commissione di una sfilza di "gravi" reati, tra cui anche "la scomparsa per 'lupara bianca' di Gaetano Cantarella, il 3 febbraio 2020". E poi ancora "rapine, truffe, riciclaggio, intestazioni fittizie, false fatturazioni", cessioni di "falsi crediti d'imposta, estorsioni", recupero crediti, traffico di droga, acquisto e detenzione di armi. (ANSA).

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