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A Pisa si laurea primo studente rifugiato arrivato con Unicore

Per Mehari titolo in Exploration and applied Geophysics
Per Mehari titolo in Exploration and applied Geophysics
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - PISA, 20 OTT - È arrivato a Pisa grazie a Unicore, il progetto University corridors for refugees promosso dall'Unhcr e dal Maeci per favorire l'accesso dei rifugiati all'istruzione universitaria in Italia, e dopo tre anni Mehari ha ottenuto la laurea in Exploration and applied geophysics, discussa al dipartimento di Scienze della terra, relatore il professor Adriano Ribolini. Il suo, spiega l'Ateneo, "è un grande risultato, arrivato dopo un lungo percorso che dall'Eritrea, passando dall'Etiopia, lo ha portato a Pisa come rifugiato insieme a Tesfalem, che si laureerà tra poche settimane in Computer science and networking". Alla discussione erano presenti anche il rettore Riccardo Zucchi, Giovanni Federico Gronchi, prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali, Marcello Di Filippo, referente di Unicore per l'Università di Pisa. "È un grande giorno per me ed è bello essere circondati dalle persone che hanno supportato il progetto Unicore - ha detto Mehari -. A Pisa ho vissuto anni molto intensi, sono arrivato nel periodo difficile della pandemia ed è stata dura, ma con l'aiuto di tutti sono riuscito a raggiungere il traguardo della laurea. Adesso spero di rimanere qua, per il mio futuro spero in un dottorato oppure in un lavoro nel mio settore". "Molto orgogliosi di festeggiare Mehari, il nostro primo laureato del progetto Unicore" ha detto il rettore ringraziando tutti gli enti "che hanno aiutato i due ragazzi arrivati dall'Eritrea a integrarsi": ciò "dimostra ancora una volta che la missione di una università è sempre quella di favorire la crescita culturale, la conoscenza e il dialogo anche di chi proviene da situazioni difficili come i contesti di guerra. Proprio in questi giorni la Crui" , riferendosi al conflitto scoppiato in Medioriente, "ha ricordato come le università siano, per la loro stessa natura, luogo di incontro e dialogo fra le culture, nonché di sviluppo di pensiero critico e razionale, strumenti ai quali guardare per ogni costruzione di pace". (ANSA).

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