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Corsa contro il tempo per salvare Micromega dalla chiusura

La rivista in profondo rosso, Flores D'Arcais lancia l'Sos
La rivista in profondo rosso, Flores D'Arcais lancia l'Sos
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - ROMA, 22 SET - Se entro la mezzanotte di domenica 8 ottobre non arriveranno almeno cinquemila impegni ad abbonarsi o sostenere la rivista, Micromega chiuderà. "A giorni uscirà il numero 5 del 2023, un Almanacco delle scienze curato da Telmo Pievani dal titolo La scienza è una questione di metodo. Poi a novembre il numero 6 sul tema della Cittadinanza vs identità e della galassia del fenomeno "woke", praticamente già pronto. Sarà l'ultimo" avverte il direttore Paolo Flores D'Arcais che lancia l'Sos: se questi impegni non verranno presi vorrà dire che "nella vita pubblica lo spazio per una rivista di sinistra illuminista come MicroMega si è ormai consumato. Non potremo perciò dirci arrivederci ma solo addio". Attualmente Micromega, fondata nel 1986, ha 500 abbonati alla rivista cartacea, 1200 al settimanale on line MicroMega+ e una vendita media in libreria di 300 copie al mese ma, chiarisce Flores D'Arcais, "per un bilancio saldamente in equilibrio ci serve almeno il triplo". La rivista perde "tra i 10 e i 15 mila euro al mese" e da due mesi i redattori e i fornitori non vengono pagati: dunque, "la prossima settimana cominceremo ad avviare le procedure per la liquidazione della società". Insomma, nonostante gli sforzi, tra cui la donazione di 100 mila euro di un amico e i versamenti/prestiti di Flores D'Arcais alla società per complessivi 250 mila euro, oltre ai corrispettivi dei mancati stipendi, "MicroMega muore. A meno di un miracolo, di cui nessun Dio, ma solo voi, potete essere gli autori" è l'ultimo appello del suo direttore che ricorda: "Muore una testata di sinistra illuminista, da quasi trentotto anni impegnata culturalmente, civilmente, politicamente, sul versante egualitario, libertario, laico (e anche ateo), per una giustizia eguale per tutti. Che ha espresso sempre in modo radicale il proprio punto di vista, ma ha sempre accettato e anzi promosso il confronto con posizioni anche lontane. Oggi spesso rifiutato da altri, nella sinistra e nella Chiesa". (ANSA).

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