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Caivano:la giudice, lo Stato investa in scuola e servizi sociali

Non si può gridare all'orrore quando è sotto i nostri occhi
Non si può gridare all'orrore quando è sotto i nostri occhi
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - NAPOLI, 25 AGO - "La piaga della criminalità e del disagio minorile è in piena cancrena nelle nostre zone, non si può gridare all'orrore quando è sotto i nostri occhi. Occorre che lo Stato investa di più in servizi sociali e scuola". Margherita Di Giglio, magistrato di Sorveglianza al Tribunale per i Minorenni di Napoli, interviene sullo stupro di Caivano. Prima Palermo, poi la provincia di Napoli. Contesti degradati fatti di "povertà culturale, di mentalità retriva, in cui la donna viene vista come oggetto che non ha valenza sociale", spiega il magistrato "Questo non significa che in ambienti più elevati non accadano simili episodi, ma lì le motivazioni sono di carattere diverso: molto spesso i reati avvengono in serate e nottate passate a consumare droghe". La migliore arma è la prevenzione: "Occorre investire nella scuola e nei servizi sociali" spiega Di Giglio. "La verità è che queste sono famiglie abbandonate a se stesse e poi ci meravigliamo se anche i ragazzi delinquono in età così giovane. Io mi occupo di giovani rinchiusi nelle carceri minorili di Airola e Nisida e molti di questi reati trovano il loro humus in un tessuto sociale di degrado e subcultura. La prevenzione è l'unica arma che può andare incontro a questi ragazzi, altrimenti le strade sono solo quelle del crimine. I servizi sociali, coi quali lavoro a stretto contatto, intervengono molto bene a cose fatte, ma occorre un servizio sociale che venga fornito di mezzi e persone per poter operare. E ciò deve avvenire prima, non dopo. Ecco che lo Stato deve investire con supporto alle famiglie, con centri di assistenza sociale. E poi, la scuola. Assistiamo a un'evasione allarmante e noi interveniamo cercando di monitorare queste situazioni attraverso assistenti sociali e uffici sociali minorili. Ma il monitoraggio deve essere più pregnante, la scuola deve segnalare di più. Nei quartieri difficili andrebbe fatto un lavoro penetrante e attraverso mezzi e personale sufficiente". Di Giglio conclude: "In contesti degradati questi sono reati annunciati: è quasi naturale, fisiologico che accadano. Ecco che occorre incidere con più Stato, con una scuola che sia presente con più mezzi e personale". (ANSA).

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