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Fatte da vittime di tratta corone d'alloro dei laureati Univpm

Fatte da ragazze ospiti della Comunità Giovanni XXIII
Fatte da ragazze ospiti della Comunità Giovanni XXIII
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Di ANSA
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(ANSA) - ANCONA, 30 LUG - Corone d'alloro speciali per le neolaureate e i neolaureati dell'università politecnica delle Marche (Univpm) perché assemblate dalle giovani donne vittime di tratta accolte nella casa rifugio della Comunità Papa Giovanni XXIII guidata da don Aldo Buonaiuto. A raccontarlo è la testata online Interris.it. La Cerimonia di laurea si è svolta il 27 e il 28 luglio ad Ancona in piazza Roma, alla presenza di 291 laureati e laureate. Oltre ai saluti del rettore Gianluca Gregori, che ha ricordato che Univpm è "quarta per occupazione e quinta tra gli Atenei medi italiani", e delle autorità, ha preso la parola don Aldo Bonaiuto. "Cari giovani voi siete fortunati - ha detto - su queste corone di alloro ci hanno messo le mani delle ragazze meno fortunate, che sono state raccolte sulle strade italiano e che hanno sofferto torture e violenze inaudite. Ragazze che non hanno la possibilità di fare grandi sogni. Ma tra i primi desideri che mi raccontano c'è sempre quello di studiare. Vorrei che in questa bellissima festa possiate portare sempre nel vostro cuore le persone più fragili, più bisognose". Le corone d'alloro sono state realizzate dalle donne accolte nella "Casa tra le Nuvole di Papa Francesco", una struttura della Comunità Papa Giovanni XXIII. L'iniziativa, racconta il rettore Gregori, è scaturita "dall'incontro toccante che ebbi lo scorso primo aprile con queste ragazze durante una visita insieme al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Insieme ai professori dell'Azienda Agraria, gli studenti sono andati nella casa rifugio ed hanno realizzato le corone con le ragazze accolte". "Le studentesse e gli studenti dell'Ateneo - aggiunge Gregori - hanno potuto incontrare le vittime della tratta e riflettere sul fatto che quelle ragazze loro coetanee, se non addirittura più giovani, non hanno avuto la loro stessa fortuna, di poter studiare in un Paese libero e di realizzare i propri sogni. Sono state invece costrette a terribili esperienze e soprusi fino alla loro liberazione dalle mani dei trafficanti. A don Aldo Buonaiuto l'Università ha donato il sigillo di Ateneo, per quanto ha fatto, sta facendo e farà per le nostre comunità". (ANSA).

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