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Giovani pazienti oncologici in campo per la Winners Cup

A Milano il torneo di calcio con 250 ragazzi da tutta Europa
A Milano il torneo di calcio con 250 ragazzi da tutta Europa
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - MILANO, 10 MAG - La passione per lo sport e la lotta alla malattia. Sono questi gli aspetti che accomunano i 250 ragazzi, provenienti da una trentina di centri oncologici europei, che scenderanno in campo sabato 13 maggio per la Winners Cup. Il torneo di calcio, dedicato a chi è o è stato in cura per un tumore, si disputerà al 'Konami youth develompent centre in memory of Giacinto Facchetti', casa del settore giovanile dell'Inter in via Sbarbaro a Milano. Di età compresa tra i 15 e i 20 anni, i calciatori e le calciatrici saranno divisi in 16 squadre di cui 6 straniere (Francia, Germania, Spagna, Grecia, Belgio e Olanda) e 10 italiane (Milano-Monza, Bari-Lecce, Catania-Palermo, Genova-Torino, Trento-Padova, Bologna-Rimini-Modena, Pisa-Firenze, Aviano-Udine-Trieste, Napoli-Perugia, Roma). Un'iniziativa "meravigliosa" che dimostra "l'attenzione che da sempre viene posta dalla società nerazzurra alle tematiche sociali", sottolinea Javier Zanetti, vice presidente di Fc Internazionale Milano, società organizzatrice dell'evento. "L'inter crede a questo progetto - aggiunge - perché crede nello sport come strumento di inclusione sociale, come sostegno emotivo e psicologico alle passioni, come messaggio universale di fratellanza". Ideato da Andrea Ferrari, oncologo pediatra dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, il torneo è alla quarta edizione dopo lo stop imposto dalla pandemia. "La Winners Cup - spiega il medico - è un evento unico al mondo, una festa meravigliosa per ragazze e ragazzi che stanno passando, o che hanno passato, un periodo così difficile". L'obiettivo è quello "di attirare l'attenzione di tutti sul fatto che gli adolescenti sono pazienti particolari, in un'età di mezzo tra l'oncologia pediatrica e quella dell'adulto. E questo, a volte, rende difficile l'accesso alle cure e l'inclusione nei protocolli clinici". (ANSA).

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