Donna morta dopo un intervento per ridurre peso, un indagato

Dalle prime analisi autoptiche verifiche sui punti di sutura
Dalle prime analisi autoptiche verifiche sui punti di sutura
Di ANSA
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(ANSA) - MILANO, 05 APR - C'è un indagato, un medico, e a garanzia per svolgere tutti gli accertamenti, nell'inchiesta della Procura di Milano per omicidio colposo sulla vicenda di una donna, residente in provincia di Novara, di 28 anni, Anna Giugliano, che si era sottoposta l'8 marzo a un intervento per ridurre il peso, attraverso la chirurgia bariatrica, all'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, nel Milanese. E che, una decina di giorni dopo, ovvero il 21 marzo, è morta dopo essere arrivata nel pronto soccorso ed essere stata ricoverata nello stesso ospedale, poiché lamentava forti dolori alla pancia. L'iscrizione del medico, che ha eseguito l'operazione, è un atto dovuto, nell'inchiesta del dipartimento guidato dall'aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Valentina Mondovì, per gli accertamenti, come l'autopsia che è stata effettuata ieri. La donna è morta per sepsi e, da quanto si è saputo, stando ai primi esiti della analisi autoptiche (sarà depositata una relazione nelle prossime settimane), potrebbe essersi verificato un problema nella fase post-operatoria di sutura, quando le sono stati messi i punti. Un problema che potrebbe aver generato un'infezione. La causa della morte, ad ogni modo, dovrà essere accertata con gli esami ancora in corso e dopo che è stato già effettuato anche un accertamento diagnostico. Humanitas esprime "profondo cordoglio ai familiari per la scomparsa" della donna. La paziente, spiega l'istituto, "sottoposta in data 8 marzo ad un intervento di chirurgia bariatrica, era stata dimessa dall'ospedale in pieno benessere in data 10 marzo 2023. Dopo contatto telefonico con il chirurgo di riferimento, il 19 marzo è stata ricoverata in Pronto Soccorso - si legge ancora in una nota - in condizioni apparse da subito critiche. Ogni trattamento rianimatorio e chirurgico posto in essere non è stato sufficiente a fronte di un situazione clinica già compromessa". (ANSA).

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