Agguato con il machete per debiti di droga, tre arresti

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Di ANSA
Dietro all'aggressione nel Bolognese un regolamento di conti
Dietro all'aggressione nel Bolognese un regolamento di conti

(ANSA) – BOLOGNA, 05 GEN – Un agguato a colpi di machete
legato alla droga. E’ quello che l’8 luglio scorso è andato in
scena a San Pietro in Casale, nel Bolognese. Un regolamento di
conti, probabilmente per un debito non pagato, attuato da tre
cittadini tunisini di 38, 40 e 43 anni residenti in provincia di
Bologna, ora arrestati dai carabinieri della compagnia di San
Giovanni in Persiceto in esecuzione di una ordinanza di custodia
cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Bologna per
il reato di lesione aggravata in concorso. I tre non avrebbero
agito da soli, ma insieme ad altre persone che hanno avuto un
ruolo minore nell’aggressione e che sono riuscite a scappare. Le due vittime sono due cittadini anche loro tunisini di
circa 40 anni. Nella serata dell’8 luglio, arrivano a bordo del
loro furgone davanti alla gelateria ‘Il Chiosco’. È probabile
che gli aggressori, che nel frattempo si sono nascosti per
tendere l’agguato, li abbiano attirati in trappola con un
appuntamento. Quando i due scendono dal furgone, vengono
immediatamente aggrediti e scoppia quella che in un primo
momento viene descritta dalle vittime come una rissa. Una rissa
a colpi di machete, con le vittime che vengono ferite su
braccia, mani e testa, e in cui viene utilizzata anche una mazza
da baseball e lo spray urticante. La prognosi è di 30 e 51
giorni. Da subito la ricostruzione fornita dalle due vittime non
convince gli inquirenti, che ben presto si concentrano sulla
pista dei debiti legati alla droga. Vicino al luogo
dell’aggressione viene ritrovato il machete sporco di sangue. Ci
sono poi le telecamere di videosorveglianza che mostrano i
momenti precedenti l’agguato, con gli aggressori che si
nascondono. E poi le due vittime, nelle loro ricostruzioni, si
contraddicono. “Dicono e non dicono”, riferisce il comandante
della compagnia provinciale di Bologna, Rodolfo Santovito. Per
il momento, la droga non è stata ritrovata. I due aggressori
sono stati tratti in arresto in quanto, nelle parole del gip,
“denotano un pericolo di recidiva estremamente intenso”. (ANSA).

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