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Chef sardo ucciso, chiuse le indagini sul panettiere

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Di ANSA
Omicidio volontario pluriaggravato, verso richiesta processo
Omicidio volontario pluriaggravato, verso richiesta processo

(ANSA) – CAGLIARI, 01 SET – È stato notificato nella tarda
serata di ieri l’avviso di conclusione delle indagini
preliminari nei confronti di Angelo Brancasi, 43 anni,
panettiere di Sant’Anna Arresi, nel sud Sardegna, in carcere con
l’accusa di aver accoltellato ripetutamente Alessio Madeddu, lo
chef pescatore 52enne di Teulada, trovato morto a fine ottobre
dello scorso anno davanti al suo ristorante Sabor’e Mari, in
località Porto Budello a Teulada. La sostituta procuratrice Rita
Cariello, titolare del fascicolo, contesta l’omicidio volontario
pluriaggravato che – in caso di rinvio a giudizio – prevede la
pena massima dell’ergastolo e dunque impone la strada obbligata
del dibattimento in Corte d’assise. Oltre alla premeditazione,
la pm ipotizza anche l’aggravante della crudeltà e quella dei
motivi futili e abbietti.
Dopo l’arresto era stato lo stesso panettiere a confessare prima
ai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale
di Cagliari e ai colleghi della Compagnia di Carbonia, e poi
alla pm Rita Cariello che coordina le indagini, cosa aveva
fatto. Il presunto assassino di Madeddu – chef diventato famoso
per aver partecipato alla trasmissione tv dello chef Alessandro
Borghese, “4 Ristoranti” – avrebbe ucciso a causa di una
relazione che il cuoco avrebbe intrapreso con sua moglie,
dipendente dell’ittiturismo gestito dallo stesso Madeddu. Appena
arrivati sul posto i militari dell’Arma si sono trovati davanti
il cadavere del ristoratore davanti all’ingresso del locale, in
una pozza di sangue, a pochi metri di distanza un’accetta e
lungo tutta la stradina che conduce al locale tracce ematiche.
La relazione del medico legale Roberto Demontis ha chiarito che
lo chef è stato sia accoltellato ripetutamente, ma anche colpito
con violenza alla testa con un oggetto contundente e poi
travolto dall’auto. Ora la difesa del panettiere avrà venti
giorni per studiare il fascicolo e presentare documenti e
memorie, oppure fare nuovamente interrogare l’indagato, prima
che la pm Cariello formalizzi la richiesta di rinvio a giudizio.
Udienza che si terrà in tempi rapidissimi visto che nei prossimi
mesi rischiano di scadere i termini per la custodia cautelare in
carcere. (ANSA).

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