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Trapper con zio a 41 bis, questore Imperia vieta concerto

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Di ANSA
Testi evocano gesta criminose e inneggiano a ambienti malavita
Testi evocano gesta criminose e inneggiano a ambienti malavita

(ANSA) – IMPERIA, 28 AGO – Il questore di Imperia Giuseppe
Felice Peritore ha emesso una prescrizione di divieto in base
all’articolo 18 del Tupls con la quale ha vietato l’esibizione
del trapper siciliano Vincenzo Pandetta, in arte Niko, per
motivi di ordine e sicurezza pubblica. A scatenare il caso è
stata l’associazione Libera, che ha puntato il dito contro
l’artista per aver dedicato allo zio, il boss catanese Salvatore
Cappello, al 41bis dal 1993, – una canzone. Il trapper avrebbe
dovuto esibirsi al Moo-Kuna Festival, in programma al campo
sportivo di Cipressa (Imperia) il 2-3 settembre. “Il
provvedimento – ha detto Peritore – è stato emesso sulla base di
determinazioni analoghe adottate dal Comitato per l’ordine e la
sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Nanei”. A comunicare
il forfait è stato lo stesso Pandetta con un post su Instagram,
accompagnato dalla foto del provvedimento nel quale si leggono
le motivazioni del no alla manifestazione. “L’artista – si legge
- è noto alle cronache per contenuto di interviste tv e testi
delle canzoni che fanno esplicito riferimento, esaltandole, a
situazioni criminogene e contesti delinquenziali tipici delle
organizzazioni criminali. In tali circostanze il predetto, oltre
a esprimere vicinanza e ammirazione per lo zio Salvatore
Cappello, noto pluripregiudicato detenuto in regime di art. 41
bis, pronuncia affermazioni e trasmette messaggi dal contenuto
fortemente fuorviante e diseducativo, negando addirittura, nel
corso di un’intervista televisiva, l’esistenza stessa della
mafia. Si cita a tal proposito il testo di una canzone che
recita: ‘zio Turi, io ti ringrazio ancora per tutto quello che
fai per me, sei stata una scuola di vita che mi ha insegnato a
vivere con onore. Per colpa di questi pentiti sei chiuso là
dentro al 41 bis’”. I testi delle canzoni, conclude il documento
“sono evocativi di criminose gesta e che la natura
dell’esibizione dell’artista, con testi chiaramente inneggianti
ad ambienti malavitosi e istigatori alla delinquenza e alla
disobbedienza delle leggi nonché al compimento di reati di vario
genere, potrebbe comportare gravi ripercussioni per l’ordine e
la sicurezza pubblica”. (ANSA).

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