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Fine vita: Mangialardi, "mai più calvari" come 'Antonio'

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Di ANSA
Pdl Gruppo Pd con Ass.Coscioni, tempi certi iter amministrativo
Pdl Gruppo Pd con Ass.Coscioni, tempi certi iter amministrativo

(ANSA) – ANCONA, 18 AGO – “Mai più calvari simili, il
consiglio regionale approvi quanto prima la nostra proposta di
legge per garantire tempi e modalità certe sull’accesso al fine
vita”. Così il capogruppo consiliare dem Marche Maurizio
Mangialardi dopo il via libera Asur Marche per il farmaco che
consentirà ad ‘Antonio’, tetraplegico marchigiano di 44 anni, di
avviare la procedura di suicidio medicalmente assistito. “Antonio ha vinto la sua battaglia. – afferma Mangialardi -
Dopo quasi due anni, grazie anche al forte sostegno
dell’Associazione Luca Coscioni, è riuscito a far valere il suo
diritto ad accedere al suicidio medicalmente assistito nelle
modalità sancite dalla sentenza 242/2019 della Corte
costituzionale e ora potrà liberamente dare corso alla volontà
di porre fine alle sue sofferenze in maniera serena, con il
conforto dei propri cari al suo fianco”. “Nonostante l’esito
favorevole del percorso – aggiunge – è davvero difficile non
stigmatizzare il comportamento della giunta Acquaroli e del
servizio sanitario regionale che, come avvenuto in precedenza
nei casi di Federico Carboni e Fabio Ridolfi, hanno ostacolato
in ogni modo la volontà di Antonio, nonostante il Comitato etico
gli avesse riconosciuto tutti i requisiti previsti dalla
suddetta sentenza”. “Ribadisco che questo crudele accanimento della destra, la
quale non esita a giocare con la vita e il dolore dei cittadini,
- attacca Mangialardi – non è più accettabile di fronte a
dispositivi di legge che attualmente permettono l’accesso al
fine vita per determinate categorie di persone. Per tale motivo
auspico che il Consiglio regionale discuta e approvi quanto
prima la proposta di legge elaborata dall’Ass. Coscioni e
presentata dal Gruppo assembleare Pd per individuare tempi certi
nell’iter amministrativo di coloro che chiedono di ricorrere al
suicidio medicalmente assistito. L’obiettivo è garantire
l’esigibilità di questo diritto in un lasso di tempo di 20
giorni, a fronte dei circa due anni che occorrono oggi, evitando
così che le personali convinzioni ideologiche di chi governa la
Regione possano rappresentare un freno all’applicazione della
legge”. (ANSA).

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