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Papa: "La politica guardi al futuro, non alle scadenze del voto"

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Di ANSA
"Contro follia guerre non dividere il mondo, non riarmarsi"
"Contro follia guerre non dividere il mondo, non riarmarsi"

(ANSA) – QUEBEC, 27 LUG – Nella sua quarta giornata in
Canada, papa Francesco si trasferisce da Edmonton a Quebec,
capoluogo dell’omonima provincia francofona, e qui incontra le
autorità del Paese – in particolare la governatrice generale
Mary Simon e il primo ministro Justin Trudeau – e ancora le
popolazioni indigene, rinnovando la sua richiesta di perdono per
i soprusi subiti dai nativi a causa della politica colonialista
di assimilazione e nelle scuole residenziali gestite dalla
Chiesa cattolica. Ma nel suo discorso affronta anche altri temi:
come la politica, invitandola a guardare alle generazioni future
e non alle scadenze elettorali, e la guerra, “insensata follia”
contro la quale occorre “lenire gli estremismi della
contrapposizione” e soprattutto “non riarmarsi”.
“Le grandi sfide di oggi, come la pace, i cambiamenti climatici,
gli effetti pandemici e le migrazioni internazionali sono
accomunate da una costante: sono globali, riguardano tutti. E se
tutte parlano della necessità dell’insieme, la politica non può
rimanere prigioniera di interessi di parte”, avverte il
pontefice. “Occorre saper guardare, come la sapienza indigena
insegna, alle sette generazioni future, non alle convenienze
immediate, alle scadenze elettorali, al sostegno delle lobby. E
anche valorizzare i desideri di fraternità, giustizia e pace
delle giovani generazioni”, aggiunge. “C‘è bisogno di politiche
creative e lungimiranti, che sappiano uscire dagli schemi delle
parti per dare risposte alle sfide globali”, ribadisce il papa.
Inoltre, “oggi, di fronte all’insensata follia della guerra,
abbiamo nuovamente bisogno di lenire gli estremismi della
contrapposizione e di curare le ferite dell’odio”. “Non abbiamo
bisogno di dividere il mondo in amici e nemici, di prendere le
distanze e riarmarci fino ai denti: non saranno la corsa agli
armamenti e le strategie di deterrenza a portare pace e
sicurezza – dice -. Non c‘è bisogno di chiedersi proseguire le
guerre, ma come fermarle. E di impedire che i popoli siano
tenuti nuovamente in ostaggio dalla morsa di spaventose guerre
fredde allargate”. (ANSA).

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