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Governo: 11 sindaci a Draghi, vai avanti, serve stabilità

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Di ANSA
"Forze politiche agiscano nell'interesse del Paese"
"Forze politiche agiscano nell'interesse del Paese"

(ANSA) – ROMA, 16 LUG – “Noi Sindaci, chiamati ogni giorno
alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che
affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di
andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che
impongono di proseguire l’azione di governo. Allo stesso modo
chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in
Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo
anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre
l’interesse del Paese ai propri problemi interni”. “Ora più che
mai abbiamo bisogno di stabilità”. La lettera aperta è firmata
da: Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (Genova),
Antonio Decaro (sindaco di Bari e presidente Anci), Michele De
Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi), Giorgio Gori
(Bergamo), Roberto Gualtieri (Roma), Stefano Lo Russo (Torino),
Dario Nardella (sindaco di Firenze e coordinatore città
metropolitane), Maurizio Rasero (Asti), Matteo Ricci (sindaco di
Pesaro e presidente Ali), Beppe Sala (sindaco di Milano). Nella lettera aperta i sindaci esprimono la loro “incredulità
e preoccupazione” per la crisi di Governo “generata da
comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza”.
“Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in
corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la
realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione
dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi
che significa immobilismo e divisione laddove ora servono
azione, credibilità, serietà. Il Presidente Mario Draghi -
sottolineano i primi cittadini delle più importanti città
italiane – ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il
nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha
dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi
ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della
fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e
leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto
dall’inizio”. (ANSA).

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