EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

Migranti: sbarcano in 218, due bimbi nati durante traversata

Arrivati al porto di Crotone, ci sono 116 minori e 26 donne
Arrivati al porto di Crotone, ci sono 116 minori e 26 donne
Diritti d'autore 
Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.com per un periodo limitato.

(ANSA) - CROTONE, 30 APR - Ci sono anche due bambini nati durante la traversata verso l'Italia tra le 218 persone sbarcate nella serata al porto di Crotone dopo che l'imbarcazione sulla quale erano a bordo è stata intercettata da una unità navale della Guardia di Finanza al largo delle coste calabresi. Si tratta di profughi di nazionalità siriana e libanese: in gran parte sono nuclei familiari con bambini molto piccoli. Tra loro ci sono 116 minori e 26 donne, mentre cinque sono i neonati. Due donne dopo lo sbarco hanno riferito ai soccorritori di aver partorito durante la traversata, per questo sono state trasferite con i loro piccoli all'ospedale della città. Dalle prime testimonianze pare che i profughi, giunti a bordo di uno yacht di 16 metri, siano partiti dallo coste di Tripoli. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla Prefettura di Crotone. L'attività di accoglienza è stata gestita dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza. Al porto presente anche il Suem 118 per i controlli sanitari. I profughi sono stati trasferiti al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto dalla Croce Rossa Italiana; nella struttura dovranno essere sottoposti a tampone e resteranno in quarantena come da disposizioni della normativa anti covid. (ANSA).

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Stati Uniti: Joe Biden si ritira dalla corsa presidenziale, appoggio a Kamala Harris

Bangladesh: studenti non fermano la protesta, il governo estende il coprifuoco

Trump tesse le lodi di Putin, Xi e Orbán, sull'attentato: "Ho preso un proiettile per la democrazia"