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il "caévario" di Petare, a Caracas, 16 aprile 2022

Le tre croci del calvario si affacciano sull'immenso quartiere popolare di Petare a Caracas nell'annuale processione del Venerdì Santo che ha riunito diverse migliaia di persone, in una delle più grandi favelas dell'America Latina.

Dopo due anni di interruzione a causa della pandemia di covid-19, la rappresentazione della Via Crucis con la sua crocifissione è stata ripresa questo venerdì.

La rievocazione religiosa inizia con il lavaggio delle mani di Ponzio Pilato e con il flagellamento di Gesù da parte dei soldati romani, con tanto di sangue finto spruzzato sugli spettatori.

Interpretando i loro ruoli fino in fondo, gli attori camminano in processione fino alla cima della baraccopoli dove avviene la crocifissione di Gesù Cristo insieme a banditi buoni e cattivi.

"È un atto di fede, con la fede tutto può essere realizzato. Tutto può essere fatto. Qui la vita è dura per chi non la sopporta", spiega Ricardo Romero, che interpreta il ruolo del buon ladrone e che a petare lavora come agente di polizia- 

La passione del Venezuela

La maggior parte dei 400.000 abitanti di Petare vive in povertà, in case aggrovigliate tra loro e attraversate da un dedalo di strade strette e passaggi pedonali.

Il Venezuela sta anche attraversando la più grande crisi economica della sua storia, con il PIL pro capite che scende al livello di Haiti dopo otto anni di recessione economica.

Lo slum, particolarmente colpito dalla crisi, convive con frequenti carenze d'acqua ed elettricità. È anche una zona in cui la violenza è un evento quotidiano con le bande che dettano legge, mentre la maggior parte degli abitanti sono "grandi lavoratori", sottolinea Hernández.

Messico e Libano

Anche in Messico, circa 600.000 cattolici hanno assistito alla rievocazione della Passione nel quartiere Iztapalapa di Città del Messico: l'evento era stato sospeso negli ultimi due anni a causa della pandemia di Covid-19. 

Anche i cristiani del Libano hanno rievocato la crocifissione di Gesù Cristo questo Venerdì Santo, durante la processione annuale tra i villaggi meridionali di Jernaya e Kfar Chellal.