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Fingeva di vaccinare contro Covid, scoperti altri 47 casi

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Di ANSA
Nuove accuse contro infermiera di Palermo, pazienti erano ignari
Nuove accuse contro infermiera di Palermo, pazienti erano ignari

(ANSA) – PALERMO, 25 MAR – Nuove accuse per l’infermiera
arrestata per aver finto di vaccinare contro il Covid alcuni no
vax in cambio di soldi. La donna, contraria ai vaccini, avrebbe
simulato somministrazioni a decine di persone ignare di essere
ora senza copertura. L’infermiera Giorgia Camarda, 58 anni, che
era in servizio all’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo
di Palermo, a gennaio, era finita ai domiciliari perché avrebbe
fatto finta di iniettare le dosi di vaccino (invece svuotava la
siringa dentro una garza) ad alcuni pazienti no vax con i quali
aveva concordato la finta iniezione in cambio di denaro.
Gli agenti della Digos della questura di Palermo hanno eseguito
una nuova misura cautelare di arresti domiciliari emessa dal
Gip. La donna si sarebbe resa responsabile di 47 episodi di
falso ideologico e peculato. Questa volta, però, i pazienti
sarebbero stati ignari. La Camarda, infatti, avrebbe agito non
per soldi, ma perché fermamente contraria ai vaccini.
Durante le indagini, grazie alle telecamere piazzate nell’hub
vaccinale dalla polizia, è emerso che in altre due giornate la
donna avrebbe praticato false vaccinazioni contro il Covid-19
nei confronti di altri 47 utenti. Nel video agli atti
dell’indagine si vede l’infermiera versare sulla garza il
contenuto della fiala che avrebbe dovuto iniettare. Grazie a
intercettazioni telefoniche e interrogatori, è emerso che gli
utenti pensavano di avere ricevuto il vaccino ed erano convinti
di essere protetti dal rischio dell’infezione. Le loro false
certificazioni verdi saranno sequestrate.
L’attività investigativa si è avvalsa del contributo della
struttura del commissario per l’emergenza Covid-19 per la città
metropolitana di Palermo. Oltre alla donna sono stati indagati
nei mesi scorsi il leader dei no vax siciliani Filippo Accetta,
un commerciante palermitano Giuseppe Tomasino e un’altra
infermiera dell’ospedale Civico in servizio all’Hub, Anna Maria
Lo Brano. Le accuse contestate sono corruzione, peculato e
falso. Lo Brano ha ammesso di aver agito per soldi dicendo che
avrebbe dovuto sostenere delle spese per gli studi del figlio.
(ANSA).

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