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Ucraina: profughi a Imperia, carri armati sparavano vicino a noi

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Di ANSA
Vengono ospitati da famiglie di connazionali e di imperiesi
Vengono ospitati da famiglie di connazionali e di imperiesi

(ANSA) – IMPERIA, 13 MAR – Un gruppo di ventitré i
profughi ucraini in fuga dalla guerra sono arrivati oggi con un
pullman a Imperia accolti da loro connazionali residenti in
Italia. E’ stato preparato un punto di accoglienza, un rinfresco
e la possibilità di un tampone rapido, prima di raggiungere
ognuno la propria destinazione, presso alcune famiglie. Altri
profughi dovrebbero arrivare, in serata e domani. “C’erano i carri armati che sparavano a trenta metri da noi -
raccontano Valentina e il marito Viktor, che provengono da
Bucha, un centro distante trenta chilometri da Kiev -. Ora la
nostra casa non c‘è più, è rimasta solo cenere. Un missile l’ha
distrutta”. I due coniugi raccontano, che quando sono scappati
la loro città è stata occupata dai russi. “Bucha è la località
più bombardata – aggiungono -. I nostri vicini ci hanno
accompagnato al confine con la Slovenia”. La figlia, il marito e
la nipote, invece, hanno impiegato quattro ore per uscire dal
Paese. Tra un pezzo di pizza e focaccia e una bevanda calda, i
bambini ne approfittano per giocare un po’: chi con le
costruzioni e i pennarelli, chi con lavagna e gessetto o con
alcuni educatori. “I profughi verranno ospitati da famiglie che
hanno dato la propria disponibilità – spiega Matteo Lodi,
promotore dell’iniziativa -. Abbiamo creato un ponte umanitario
privato”. Molti sono stati raccolti al confine con l’Ungheria.
“Ogni giorno mi chiamano famiglie disponibili a ospitare. Chi
non ha casa mette a disposizione l’auto o il proprio tempo”. Tra i profughi c‘è una famiglia intera, l’unica in cui anche
il padre è potuto fuggire “perché ha tre figli minorenni e non è
stato obbligato a combattere – aggiunge Lodi -. Un altro padre
arriverà domani dopo un’operazione chirurgica”. Dopo il primo
tampone allo svincolo autostradale, gli ucraini si recheranno
agli hub della Asl 1 per un secondo test. Al momento non
risultano positivi. Molte ragazze della comunità ucraina imperiese si sono
prodigate per aiutare i connazionali. Una è Rostislava: “Abito
da undici anni a Imperia. In questi giorni è arrivata mia cugina
con il bambino piccolo. Sono qui ad aiutare una mia amica, che
deve ospitare una famiglia a casa”. (ANSA).

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