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Ucraina: aeroporto Palermo apre canale assistenza profughi

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Di ANSA
Desk per accoglierli, potranno fare tampone antigenico e vaccino
Desk per accoglierli, potranno fare tampone antigenico e vaccino

(ANSA) – PALERMO, 08 MAR – Sono almeno una ventina, tra
adulti e bambini, i profughi ucraini sbarcati questo pomeriggio
all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo con
il volo in arrivo da Cracovia. La Gesap, la società di gestione
dello scalo di Palermo, in collaborazione con la direzione
aeroportuale Sicilia Occidentale dell’Enac e della Polaria, la
Polizia di Frontiera e il Comune di Palermo, ha creato un
percorso di accoglienza per il loro arrivo. E’ stato infatti
installato un desk di assistenza e info. Sul posto c‘è anche un
mediatore culturale, per orientare i profughi e fornire contatti
con associazioni e istituzioni. Una volta in sala arrivi,
grazie alla collaborazione con la struttura del commissario per
l’emergenza Covid della provincia di Palermo, i passeggeri
ucraini possono inoltre sottoporsi a tampone antigenico ed,
eventualmente, avere somministrato il vaccino anti-covid presso
l’hub vaccini in sala check-in C. Per il sindaco Leoluca Orlando si tratta “di un impegno
concreto della città e dell’amministrazione comunale, in
sinergia con altre istituzioni, per l’accoglienza dei profughi
ucraini. Il segno tangibile di una città che conferma, ancora
una volta, l’importanza e il valore del diritto alla pace e alla
vita”. “Abbiamo contattato i nostri amici e partner dell’aeroporto
di Cracovia con i quali da anni abbiamo una stretta
collaborazione – spiega il direttore generale di Gesap, Natale
Chieppa -. Ci sono tante persone in partenza. Hanno apprezzato
la nostra disponibilità ad accogliere chi fugge dalla guerra in
Ucraina”. “La macchina dell’accoglienza dei profughi ucraini
all’aeroporto di Palermo ha funzionato a dovere, proprio come ci
aspettavamo – dichiara il commissario Covid di Palermo Renato
Costa – Non sarebbe stato possibile senza un lavoro di squadra
tra noi, Usmaf, Unhcr, protezione civile, Comune e Gesap. Da
parte nostra, mettere queste persone che scappano da una guerra
terribile in condizione di eseguire il tampone e di iniziare il
percorso vaccinale era il minimo che potessimo fare: la loro
sicurezza, in un momento di sofferenza tale, ci sta
particolarmente a cuore”. (ANSA).

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