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Usura a imprenditori in difficoltà per pandemia, 5 arresti

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Di ANSA
Indagine dei carabinieri dopo denuncia presentata da una vittima
Indagine dei carabinieri dopo denuncia presentata da una vittima

(ANSA) – SELLIAMARINA, 21 FEB – Cinque persone sono state
arrestate dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina
(Catanzaro) con l’accusa di avere sottoposto ad usura alcuni
imprenditori che si trovavano in difficoltà a causa delle
conseguenze della pandemia sulla loro attività. L’indagine che
ha portato agli arresti ha preso spunto dalla denuncia
presentata nel febbraio del 2020 da una delle persone sottoposte
ad usura, con problemi economici provocati dall’incidenza del
Covid, che aveva riferito di avere ricevuto un prestito con un
tasso di interesse mensile pari al 13.75% dell’importo
finanziato.
Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di
Catanzaro su richiesta della Dda. Per quatto degli arrestati,
che risiedono a Cropani e ad Isola Capo Rizzuto, lungo la fascia
ionica, é stata disposta la custodia cautelare in carcere,
mentre al quinto sono stati concessi gli arresti domiciliari. I
reati contestati sono usura in concorso, estorsione ed esercizio
abusivo dell’attività finanziaria, con l’aggravante del metodo
mafioso. Gli imprenditori vittime di usura, secondo quanto si é
appreso successivamente, svolgono la loro attività soprattutto
nel settore del commercio e vivono a Cropani, centro ricco di
attività economiche in provincia di Catanzaro. Sarebbero almeno
sette gli imprenditori del commercio e di altre attività
economiche, in difficoltà a causa della crisi pandemica, che
sarebbero stati vittime dell’attività di usura. L’accusa di
esercizio abusivo del credito contestata agli arrestati, secondo
quanto riferiscono gli investigatori, é da mettere in relazione
ai plurimi rapporti creditizi concessi ad esercenti commerciali,
ristoratori, impiegati, artigiani e piccoli imprenditori, con
tassi d’interesse mensile compresi tra il 10% e il 20% del
capitale.
L’aggravante del metodo mafioso viene contestata in quanto le
presunte condotte illecite sarebbero state poste in essere
avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo
associativo riconducibile a cosche di ‘ndrangheta e, in alcuni
casi, per agevolare l’attività di uno dei gruppi della
criminalità organizzata operante sul territorio. (ANSA).

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