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Esercizio fisico dopo 70 anni riduce malattie cuore

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Di ANSA
Studio italiano, bastano 20 minuti al giorno
Studio italiano, bastano 20 minuti al giorno

(ANSA) – TRIESTE, 15 FEB – “Il movimento è una medicina in
tarda età. Anche poca attività fisica può conferire effetti
benefici nelle persone anziane”. Comincia con questa frase di
Gianfranco Sinagra, direttore della Scuola di Specializzazione
in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Universita’ di
Trieste e della Cardiologia, l’articolo pubblicato oggi dal
quotidiano inglese Sun, e in prima pagina sul Times di Londra,
su uno studio ripreso dalla rivista Heart, secondo il quale
almeno 20 minuti di esercizio al giorno dopo i 70 anni sarebbero
sufficienti per aiutare a ridurre le possibilità di malattie del
cuore.
Sinagra ha scritto la prefazione allo studio, in base al quale
gli scienziati hanno controllato 20 anni di cartelle cliniche di
2.754 italiani over65, valutando, appunto, se la persistenza di
uno stile di vita attivo, fosse associato a un minor rischio di
malattie cardiovascolari (malattia coronarica insufficienza
cardiaca e ictus) e mortalità generale. Comunemente l’attività
fisica è associata a un minor rischio di malattie
cardiovascolari e a una vita più lunga, ma relativamente pochi
studi hanno esaminato se l’esercizio fisico in età avanzata può
davvero aiutare in questo senso.
“Progetto Veneto Anziani-Pro.VA”, questo il nome dello studio,
coordinato dal ricercatore dell’Università di Padova, laureato a
Trieste Claudio Barbiellini Amidei, ha mostrato una minor
incidenza di eventi cardiovascolari in uomini e donne attivi e
sia gli uomini che le donne avevano un rischio di mortalità (un
endpoint indiscutibile) significativamente più basso. È
interessante notare che la riduzione del rischio di eventi
cardiovascolari associato a uno stile di vita attivo negli
uomini era più marcato a 70 anni e solo moderatamente ridotto a
75 anni, mentre si attenuava successivamente. Secondo lo studio
il potenziale beneficio è per lo più evidente quando uno stile
di vita attivo è presente all’inizio dell’età anziana. L’effetto
si spiega con la capacità di rallentare il processo di
aterosclerosi attraverso un migliore controllo della pressione
sanguigna, del livello di glucosio nel sangue, del profilo
lipidico. (ANSA).

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