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Suicidio assistito, deciso il farmaco per Mario

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Di ANSA
Comitato esperti Asur dà via libera utilizzo
Comitato esperti Asur dà via libera utilizzo

(ANSA) – ANCONA, 11 FEB – E’ corretto l’uso del Tiopentone
per il suicidio medicalmente assistito chiesto da Mario, 44 enne
tetraplegico marchigiano che ha ingaggiato una battaglia legale
con l’Aziedna sanitaria Unica Regionale (Asur) per
l’applicazione della sentenza della Consulta Cappato-Dj Fabo. A
decidere l’appropriatezza del farmaco, anticipa oggi il Corriere
Adriatico una commissione multidisciplinare di esperti,
istituita dall’Asur, dopo la verifica delle condizioni di Mario
da parte del Comitato Etico Regione Marche. L’Associazione Luca
Coscioni parla di “una svolta storica”. La scelta del farmaco e
delle modalità di somministrazione erano il tassello mancante
rimasto in sospeso dopo il via libera del Comitato Etico
regionale, che aveva individuato nel tetraplegico marchigiano le
condizioni richieste dalla senza della Corte Costituzionale. La
battaglia legale di Mario però è cominciata oltre 15 mesi fa,
con la richiesta al Tribunale di Ancona che l’Asur verificasse
la sussistenza dei requisiti. Nello scorse settimane Mario aveva
anche denunciato lo stesso Comitato e l’Asur Marche per il reato
di tortura, oltre che per omissione di atti di ufficio. “Sul
cosiddetto ‘aiuto al suicidio’, da oggi in Italia abbiamo non
solo delle regole precise, stabilite dalla Corte costituzionale
nella ‘Sentenza Cappato’, ma anche delle procedure e delle
pratiche mediche definite che includono le modalità di
autosomministrazione del farmaco da parte del paziente”, hanno
dichiarato Filomena Gallo, codifensore di Mario e segretario
nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato,
tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. La validazione del
farmaco e delle modalità di autosomministrazione “crea
finalmente un precedente” e “sarebbe ora grave – sottolineano – se il Parlamento insistesse a voler approvare delle norme, come
quelle in discussione alla Camera, che restringono, invece che
ampliare, le regole già definite dalla Corte costituzionale. E’
a questo punto ancora più importante che si possa tenere il
referendum sul fine vita”. (ANSA).

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