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Covid: Acquaroli, zona arancione? Grafico vale più di parole

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Di ANSA
Marche, "situazione sotto controllo. Governo cambi strategia"
Marche, "situazione sotto controllo. Governo cambi strategia"

(ANSA) – ANCONA, 05 FEB – “Più di mille parole, il grafico
qui sotto illustra la situazione dell’andamento della pandemia
nelle Marche da metà novembre. La linea blu rappresenta il
numero dei contagi, mentre la linea rossa quello complessivo dei
ricoveri, sia in terapia intensiva che in area medica”. Lo
scrive su Facebook Francesco Acquaroli, presidente della Regione
Marche che da lunedì passerà in zona arancione: il grafico
mostra una parabola in fase ampiamente discendente dei casi di
positività e una linea in aumento dei ricoveri con pendenza
molto più limitata. “È evidente che a fronte di un aumento molto elevato di
positivi registrati, – afferma Acquaroli – non corrisponde un
uguale aumento dei ricoveri nelle nostre strutture ospedaliere,
consegnandoci la fotografia di una situazione che
fortunatamente, anche grazie alla campagna vaccinale, resta
sotto controllo. Pensate che i dati che ieri ci hanno portato in
zona arancione sono il 21,1% di ricoveri in terapia intensiva
(54 ricoveri su 256 posti letto) – aggiunge – e del 32,9% in
area medica (338 ricoveri su 1.027 posti letto). Già con i dati
di oggi – riferisce Acquaroli – abbiamo il 20,3% in terapia
intensiva (52 ricoveri), e il 31,7% in area medica (325
ricoveri)”. “Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere al
Governo di cambiare strategia e di adeguarla a questa nuova
fase, che a noi risulta chiara e inequivocabile. – sottolinea il
presidente delle Marche – La zona gialla, e a maggior ragione la
zona arancione, comportano un messaggio di allarme con delle
ulteriori conseguenze sociali ed economiche. Se il Governo
ritiene di non rimuovere questo tipo di divisione in fasce di
colore e di restrizioni, deve anche fronteggiarne le conseguenze
che pesano su interi settori, come il turismo, le attività
commerciali ed economiche, il mondo dello spettacolo e non solo.
Come ho più volte ribadito, le Regioni non possono intervenire
con provvedimenti contrari rispetto a queste decisioni prese dal
Governo. Ritengo però urgente – conclude – riprendere la
discussione in sede di Conferenza delle Regioni per chiedere al
Governo nuovi ristori in virtù delle restrizioni che impone”.
(ANSA).

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