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Messico, ancora sangue sull'informazione. Uccisa una giornalista, la terza vittima in un mese

Messico, ancora sangue sull'informazione. Uccisa una giornalista, la terza vittima in un mese
Diritti d'autore AP
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Di Debora Gandini
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Ancora sangue sull’informazione in Messico. Uccisa la giornalista Lourdes Maldonado. Da tempo temeva per la sua vita. Si tratta la terza vittima in meno di un mese

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Un altro attacco all’informazione in Messico. Salgono a due i giornalisti uccisi in meno di una settimana a Tijuana, nello stato messicano della Bassa California. Tre in meno di un mese. La seconda vittima è María de Lourdes Maldonado López assassinata questa domenica fuori dalla sua abitazione.

La donna è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco mere si trovava in automobile. Nel 2019 la Maldonado durante un conferenza stampa del Presidente Andrés Manuel López Obrador aveva chiesto aiuto e sostegno per il lavoro che stava svolgendo, dicendo espressamente di temere per la propria incolumità.

La reporter lavorava per il settimanale Séptimo Día, un giornale che esiste da oltre 10 anni, e che svolge inchieste in molti campi. Secondo quanto scritto anche da un collega sui social, la Maldonado aveva da poco vinto una causa contro una società gestita dall'ex governatore Jaime Bonilla.

Intanto solo pochi giorni fa, il 17 gennaio, un altro giornalista, Margarito Martínez, è stato ucciso nella stessa città nel quartiere di Camino Il fotoreporter, più volte minacciato, era collaboratore di diverse pubblicazioni messicane, specializzato in questioni di polizia. Aveva già subito un’aggressione con un'arma da fuoco, secondo il comunicato stampa del ministero regionale. Martinez, 49 anni, era stato minacciato a dicembre da alcuni blogger, ha affermato l'Ong YoSiSoyPeriodista, che chiede alle autorità misure di protezione per i giornalisti.

Dal 2000 al 2021, il gruppo per i diritti umani Article 19 e secondo Reporter senza Frontiere hanno registrato 145 omicidi di giornalisti nel paese, con sette morti l'anno scorso. Il Messico è considerato uno dei paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti, per le intimidazioni e le violenze dei cartelli della droga che operano in molti dei 32 stati del Paese.  

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