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A dieci anni dalla tragedia della Concordia, il ricordo delle 32 vittime

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Di Paolo Alberto Valenti  & euronews e ansa
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La Costa Concordia al Giglio
La Costa Concordia al Giglio   -   Diritti d'autore  AP Photo

Resterà per sempre nella storia delle tragedie dei mari la telefonanta concitata e drammatica fra il comandante Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno, e il comandante Francesco Schettino che, recalcitrante, non voleva tornare sulla Costa Concordia ormai condannata, per portare soccorso ai passeggeri che non erano ancora riusciti a mettersi in salvo.

A dieci anni dalla tragedia

Sono passati 10 anni da quel 13 gennaio del 2012. "L'inchino" in rotta radente davanti all'isola del Giglio fece finire la grande nave sugli scogli che aprirono uno squarcio irreparabile nella chiglia e fermarono per sempre le sue navigazioni. Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni di carcere.

I ricordi sull'isola

Ci sono stati 32 morti e la tragedia è sempre viva negli occhi degli abitanti dell'Isola del Giglio che come in un film tragico (e surreale) hanno visto sbarcare in poche ore migliaia di turisti che avevano lasciato qualche istante prima il porto di Civitavecchia per uno di quei viaggi di piacere organizzato dalla Costa Crociere sui suoi mastodontici transatlantici.

Per quanto si voglia guardare avanti non potremo mai dimenticare quella tragica notte di dieci anni fa. L'Isola si sta però lasciando alle spalle il naufragio ed il clamore mediatico di quei mesi e anche il fondale su cui si era appoggiato il relitto sta riprendendo ormai da tempo il suo spazio con la poseidonia che è tornata a popolarlo restituendole la sua bellezza
Sergio Ortelli
Sindaco dell'Isola del Giglio

Così racconta Sergio Ortelli, sindaco allora e oggi dell'Isola, una delle perle dell'arcipelago toscano che, padrona dello specchio di Tirreno davanti a Grosseto, aveva conservato fino ad allora solo ricordi di indimenticabili estati in technicolor per i fortunati turisti che nei decenni sono venuti a trascorrere le vacanze qui.

"La commemorazione delle 32 vittime - prosegue Ortelli - segna la nostra esistenza, ma allo stesso tempo ci ha permesso di lanciare un segnale al mondo, che oltre ad accendere i riflettori su quanto stava accadendo e sul nostro spirito di fratellanza e di accoglienza, ha avuto una prova di come abbiamo saputo affrontare una tragedia come quella che si era abbattuta sul Giglio, rilanciando l'immagine dell'Italia e della sua capacità di superare un momento che non aveva precedenti. Dopo dieci anni l'Isola del Giglio guarda avanti e questo sarà un momento per farlo tutti insieme, con chi tornerà qui dopo il naufragio e con chi è stato protagonista di quelle prime ore convulse, ma anche dei giorni e mesi successivi fino alla rimozione del relitto".

"Il disastro della Concordia è stato al 100% un errore umano - ha detto a Rainews24, Nick Sloane,l'ingegnere navale capo delle operazioni di recupero della Costa Concordia. L'uomo che ha diretto i lavori di raddrizzamento, rigalleggiamento e trasporto della nave fino a Genova, è però convinto che la notte tra il 13 e 14 novembre - accadde qualcosa di incredibile. Penso che ci sia stato anche una sorta di intervento divino che ha salvato quella nave - aggiunge Sloane - adagiandola su quei due scogli al largo del Giglio e consentendo così a migliaia di persone di abbandonare la nave e mettersi in salvo". "Quindi, sì, penso che quanto accaduto sia stata una tragedia di dimensioni epocali, ma che ci sia stato un intervento divino, qualcosa di inspiegabile che ha evitato alla nave di capovolgersi, fermandola in perfetto equilibrio su quei due piccoli scogli".