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Germania, nuove regole per il triage. Proteggere le persone disabili

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Di Debora Gandini
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Germania
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Una scelta difficile per i medici delle terapie intensive allo stremo per la pandemia. In Germania la Corte Costituzionale ha decretato che d’ora in poi si dovranno stabilire criteri giuridicamente vincolanti per proteggere le persone con disabilità.

Ora lo stato tedesco deve disporre delle regole nel caso in cui in corsia si debba arrivare al cosiddetto triage, ovvero scegliere quali pazienti da curare quando i posti di terapia intensiva diventano insufficienti.

A stabilirlo la Corte costituzionale di Karlsruhe, pronunciandosi su un ricorso presentato da nove persone con disabilità, che temevano di dover essere escluse dalle cure proprio a causa delle minori probabilità di sopravvivenza. Ora il Bundestag deve decida subito delle misure a tutela di questa categoria di persone, anche in vista della variante Omicron che dilaga in tutta Europa, nonostante i numeri di contagi nel Paese siano in diminuzione.  

La questione rimandata da un anno

Il procedimento era iniziato in realtà nel 2020. Con la quarta ondata di Covid e il calo progressivo dei letti liberi in terapia intensiva, che ha portato a diversi trasferimenti di pazienti da un Land all’altro, la questione è tornata in primo piano. 

Le persone con disabilità che hanno dato inizio al procedimento si sono mobilitate quando l’Associazione interdisciplinare tedesca per la cura intensiva e la medicina d’urgenza (Divi) aveva diramato delle “Raccomandazioni etiche cliniche” per il triage insieme ad altre società professionali. L'Associazione smentendo ogni comportamento discriminatorio ha affermato che tutti i pazienti hanno diritto e accesso alle cure mediche. 

A Berlino i nuovi positivi sono crollati a 10.100, un quinto rispetto all'inizio di dicembre, quando viaggiavano al ritmo di 50mila al giorno.  La discesa è cominciata da quando sono entrate in vigore le nuove restrizioni anti-Covid e il lockdown per i non vaccinati.