Non lo fanno lavorare "in nero", per vendetta incendia auto

Non avrebbe voluto rinunciare a reddito cittadinanza, denunciato
Non avrebbe voluto rinunciare a reddito cittadinanza, denunciato
Di ANSA
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(ANSA) - CALTANISSETTA, 20 DIC - Avrebbe voluto lavorare in nero per non perdere reddito di cittadinanza, ma al rifiuto del titolare di una sala di ricevimenti, gli ha incendiato l'automobile intestata all'azienda. E' stato individuato dai carabinieri, e denunciato per il reato di danneggiamento come conseguenza del rogo un 35enne che ieri sera ha dato alle fiamme una Volskwagen T Cross in via Val d'Aosta a Caltanissetta. L'uomo, a seguito della perquisizione da parte dei carabinieri della sezione Radiomobile, è stato trovato in casa con gli abiti utilizzati per l'attentato incendiario che ancora odoravano di benzina. Secondo quanto lui stesso ha ammesso avrebbe agito per vendetta. Intorno alle 23.30 il 35enne ha cosparso l'auto con del liquido infiammabile per poi darla alle fiamme. Ai proprietari del mezzo, titolari di una sala ricevimenti a Caltanissetta, non è sfuggita la scena. Poco prima dello scoppio generato dall'incendio ha visto un giovane con un giubbotto rosso darsi alla fuga. Di lì a poco sono arrivati i vigili del fuoco chiamati dai residenti - molti dei quali scesi in strada - che hanno spento l'incendio. I carabinieri, ascoltate le testimonianze si sono recati a casa del 35enne che era stato riconosciuto dai proprietari dell'auto. Lo stesso, a seguito della perquisizione, durante la quale sono stati rinvenuti gli abiti ancora intrisi di liquido infiammabile, ha ammesso di essere stato l'autore dell'attentato incendiario. A quanto pare, dopo un breve periodo di prova nella sala ricevimenti, non era stato assunto e, per questo motivo, si sarebbe vendicato dando alle fiamme l'auto di proprietà della società. Il motivo alla base della mancata assunzione sarebbe stato il rifiuto dell'uomo di rinunciare al reddito di cittadinanza e quindi la volontà da parte di quest'ultimo di lavorare in nero. Volontà che, correttamente, non è stata assecondata dal titolare della sala ricevimenti. (ANSA).

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