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Crisi dei migranti al confine polacco-bielorusso: esplosione di visti e voli dal Medioriente

Minsk anticamera europea improbabile solo qualche mese fa, oggi la capitale bielorussa si è trasformata in cavallo di troia per entrare nella fortezza Europa

Migliaia di migranti cercano di forzare la situazione al confine tra Polonia e Bielorussia e le tensioni, anche quelle diplomatiche, non scoraggiano i richiedenti asilo.

"E facile - confessa un giovane iracheno - compriamo il visto in Iraq a 2000 dollari".

L'Unione europea accusa il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e la Russia di Putin di essere all'origine di questa crisi.

"Se mi tocca resisto anche 5 o 6 mesi, voglio andare in Germania".

Come lui tanti hanno risposto al richiamo europeo per i più svariati motivi, Ammar è un siriano, è appena giunto in Polonia per abbracciare la madre che ha attraversato il confine grazie ai polacchi, che hanno in quel punto tagliato il filo spinato permettendo ai migranti di passare il confine. Ma lo stesso Ammar racconta che a volte i migranti vengono picchiati o addirittura portati in posti sconosciuti come la Lituania.

A qualche migliaia di chilometri di distanza, a Beirut in Libano, Rabih Ibrahim spera di poter attraverso un visto turistico raggiungere la Bielorussia e poi l'Europa.

"È l'unico paese che permette di andare in Europa, gli altri Paesi sono chiusi. È la sola possibilità che abbiamo".

A Beirut, Minsk è diventata una delle mete preferite vendute dalle agenzie di viaggi per mille euro. E i voli sono pieni, si è passati da un massimo di due richieste al giorno a questo boom.