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Grano in cambio di manodopera. L'incentivo dei talebani per combattere la povertà

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Di Debora Gandini
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Grano in cambio di manodopera. L'incentivo dei talebani per combattere la povertà
Diritti d'autore  Bram Janssen/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Grano in cambio di manodopera. Con questo incentivo offerto a migliaia di afghani, il governo dei talebani sta cercando di combattere la crisi alimentare che attanaglia l'Afghanistan. Il programma è stato al momento attuato nelle principali città afghane. Solo a Kabul si prevede l’impiego di 40.000 uomini.

Siccità, mancanza di luce, e un sistema economico vicino al collasso. Così il Paese si prepara per la stagione invernale che potrebbe gravare ulteriormente su una situazione già pesante.

Secondo Abdul Rahman Rashed, ministro dell'agricoltura ad interim povertà e fame sono causate da diversi fattori, tra i quali il Covid che sta colpendo il mondo intero. E poi c’è la scarsità di acqua in tutto il paese. Infine lo stop degli aiuti internazionali all'Afghanistan e il congelamento del capitale e del denaro nelle banche internazionali.

Senza gli aiuti internazionali gli afghani rischiano di piombare in una povertà estrema, facendo un balzo indietro di generazioni. È questo l'allarme lanciato da Deborah Lyons, rappresentate speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan. Secondo un rapporto dell'Agenzia per lo sviluppo dell'Onu (Undp), la presa del potere dei talebani ha messo a rischio 20 anni di costanti progressi economici.

Paese sull'orlo della povertà assoluta

Il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite ha delineato quattro scenari per il paese, che prevedono come il Pil del paese diminuirà tra il 3,6% e il 13,2% a partire da giugno 2022. Stime in netto contrasto con la prevista crescita del Pil del 4% prima della presa di potere dei fondamentalisti.

Dei 38 milioni di afghani già il 72% vive con meno di un dollaro al giorno, questa percentuale potrebbe arrivare al 97% a metà del 2022. Il paese è già uno dei più poveri al mondo. Al momento sta ricevendo aiuti dai paesi vicini. Giovedì sono arrivati dei carichi di cibo e medicine dal Pakistan, Kazakistan e Bahrain.

La Mezzaluna Rossa sta fornendo assistenza nei campi profughi nel nord del Paese, dove sono centinaia le famiglie sfollate. Nonostante gli aiuti delle diverse Ong, la Croce Rossa ha avvertito che nella zona si rischia una crisi umanitaria se la comunità internazionale non collaborerà con l'Emirato islamico.