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Così la crisi dell'energia green sta colpendo le industrie europee

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Di Antonio Michele Storto
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Così la crisi dell'energia green sta colpendo le industrie europee
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Ad accusare il colpo sono le famiglie, ma neppure i giganti dell'industria se la passano bene. La prima crisi energetica dell'era green comincia a farsi sentire al confine belga-olandese, dove il colosso dello Zinco Nyrstar ha dovuto ridurre ulteriormente la produzione fino al 50% a causa dell'aumento dei prezzi dell'elettricità.

Tra le fonderie europee colpite, tre in tutto per quanto riguarda la compagnia, c'è quella di Budel-Dorplein, nei Paesi Bassi.

"Produrre zinco - spiega Henk Leenderste, direttore generale dello stabilimento - consuma molta elettricità. I prezzi dell'elettricità sono aumentati, il che significa che il margine sullo zinco che produciamo si restringe sempre di più. In certi momenti è più costoso produrre che non farlo. E in quei momenti scegliamo di non produrre, ovviamente".

Scaricabarile e mancate compensazioni

Nell'impanto Nyrstar diretto da Leenderste, l'elettricità rappresenta fino all'80% del costo di produzione dello zinco, con un aumento del 50% rispetto all'anno scorso.

Ma il problema, per quanto assurdo, è anche un altro: anche se l'elettricità acquistata è verde , le tariffe europee per l'inquinamento si aggiungono all'onere della bolletta.

"In pratica - continua Leenderste - le emissioni di carbonio prodotte dai fornitori di elettricità vengono scaricate su di noi. Così paghiamo una quota per la componente di CO2 generata nella produzione d'elettricità, mentre allo stesso tempo il 100 per cento dell'energia che acquistiamo è verde".

"L'industria - precisa il dirigente - viene compensata per questo tramite una regolamentazione europea che viene ripresa dai governi nazionali per compensare le industrie. Ma non tutti i paesi in Europa lo applicano, e l'Olanda è uno di quei paesi che non lo sta realmente applicando ora".

"Prima che sia troppo tardi"

Al governo olandese, Nyrstar chiede di compensare le industrie per gli effetti collaterali della transizione verde; e di farlo prima che sia troppo tardi.

"Se si vogliono avere condizioni di parità in Europa - spiega Peter Claes, presidente per l'Europa della Federazione internazionale dei consumatori industriali di energia (IFIEC) - questa compensazione dovrebbe essere data a tutte le industrie interessate e a tutti i paesi europei. Le aziende europee stanno già facendo molti sforzi per ridurre la loro impronta climatica: se oltre a questo si ha uno svantaggio finanziario dovuto al prezzo più alto che si paga o una mancata compensazione, allora, naturalmente, ad un certo punto non si potrà più continuare a fare sforzi per ridurre le emissioni".

Come altre industrie ad alta intensità energetica, Nyrstar cerca di soddisfare la domanda dei suoi clienti , e sta evitando al contempo il licenziamento dei suoi lavoratori. Resta però da vedere per quanto tempo ancora potrà riuscirci